Da 5 a 10
EPOPEA del FEUDATARIO
Horonzo MURTP
2 parte delle sue istorie
10 - FABBRO FERRAIO
10 - FABBRO FERRAIO
<casa ai margini del bosco >
< Carlotta CARLOTTA: Le nostre sciagure son cominciate con la morte del vecchio feudatario e con l'opera di quell' Inqui-sitore che ha destinato il Murtp a sostituirlo, che era un capitano di ventura assoldato da papa Sisto IV.
Ha da esser 'tristo' visto che se ne sono disfatti nel bel mezzo dei combattimenti per farlo divenir Feudatario del borgo di Cisterna Alta
< Pinuccia PINUCCIA: Per prima cosa c'ha riempito di dazi e gabelle! Non c'è merce che sia trasportata, che sia acquistata o venduta senza consegnargli qualche moneta di rame. E nel pane, per sue disposizioni, ci son sempre più fave tritate, spelta e miglio mentre il grano non ci si vede! E costa sempre di più!
CARLOTTA: Questi son territori coperti di boschi dove il grano non alligna indi la farina va comprata e vien dalla pianura con costi alti. Ci sarebbero, qui da noi, molti castagni che danno una farina 'pesante', ma il tipo v'ha messo una robusta gabella con la storia che i boschi son i suoi! Accidenti a lui!
PINUCCIA: Ha assoldato dei militi che vanno in giro a controllare che si sia pagato il dovuto sulla farina 'mista', sull'olio, sulla carne e sul pesce. Fan delle multe pesanti e qualcuno è finito alla gogna!
CARLOTTA: Io devo ringraziar l'Andromeda quando, l'altr'anno mi consigliò di lasciar crescere il roveto che cinge il mio orto. Con le sue lunghe spine e i rami ingrovigliati ad arte, tien distanti i cinghiali, i cani selvatici e le volpi. Le mie poche galline vivon felici e le loro uova ci son preziose.
PINUCCIA: Nel mio mi ha fatto piantar quelle erbe spontanee e resistenti da cui traiamo delle buone zuppe. E abbiam delle api che ci danno dell'ottimo miele. Non ci mancan dei meli, estivi ed invernali...
CARLOTTA: Tirando un po’ la cinghia e chiedendo, quando si fa 'buia', aiuto alla Franciaccia, dovremmo sopravvivere anche all'inverno del Feudatario Murtp... Certo che se, quando è a caccia di cervi, cadesse di seder su un fitto roveto io non ci piangerei sopra!
PINUCCIA: Guarda arrivano il mi' Bruno e il tu' Giovanardo. Sentiam se hanno novità che, ho sentito dire, il Murtp sia adirato assai che i dazi non gli riempiono le casse
< BrunoBRUNO: Donne, abbiam buone nuove! Il Mariotto, che non distingue un larice da un pianta d'ortica, è stato fatto Capo dei Guardiaboschi perchè il Feudatario, andando a caccia, ha visto nei suoi boschi l'opera dei bracconieri: ossa di cervi reali e avanzi di cinghiali. E le prede degne di lui 'un son più a disposizione
< Giovanardo GIOVANARDO: Ad aiutar il Mariotto v'è il 'Brontolo' capace, anche bendato di saper se beve vino bianco o rosso, ma di bosco nulla sa. E siccome il Murtp li ha minacciati di farli salir sulla forca se non pongono rimedio alla mattanza delle sue prede hann deciso di assumer noi, boscaioli, che sappiam scorgere impronte d'uomo nel bosco.
BRUNO: Dovremo far le cosa a 'modino' parlandone con la Franciaccia e i suoi 10 figli. E, io credo, ne ricaveremo un po' di carne di selvaggina che di zuppe ne ho la nausea. Che ve ne pare? E dovrem 'ringraziare' quel presuntuoso del Feudatario e le ‘sue’ lepri ne acquisteranno sapore sul nostro desco!
GIOVANARDO: Pensate che il Brontolo ci ha sconsigliato di girar accanto a Fonte Mala che, già da prima del fatto dei due carri scomparsi, vi si sentano sibili estratti dall'inferno. E’ palese, quindi, che colà si manifesti un belzebù dei minori e noi dovremo 'incoraggiar' la voce che sia illo che smembra cervi e cinghiali. Proprio quelli che riempiranno le nostre pance...
BRUNO: Avvertiremo il birocciaio Nonno che noi siam divenuti suoi 'avversari' e che prenda le sue precauzioni se non vuol ritrovarsi con una lancia dei militi infilata, lì, ove s'appoggia alla panchetta. Perché qualche informazione dovremo pur darla a Brontolo…E dovrà tener d'occhio quel suo aiutante che dorme all'impiedi o lo vedremo pender dalla forca!
CARLOTTA: Bruno, tu sai da un'impronta capir se la lepre è pregna o ha appena partorito... Bene, quel tipo da uno sguardo o da come una Monna s'attorciglia i capelli o come muove le labbra o da come dimena i fianchi sa se v'è possibilità di 'divertirsi' seco ella.
Recita strambotti delicatissimi e.. và al sodo. Si parla ancora di quanto accaduto all’osteria del Chiacher, qualche settimana fa, dove avevano pernottato un ricco signore napoletano e la su’ avvenente signora… Il coniuge era nell'osteria a saldare il conto e lui, con gran sollazzo di lei....
PINUCCIA: Le ‘recitava’ uno strambotto lascivo nella carrozza padronale e il vetturale incredulo non intervenne!
GIOVANARDO: Ohibò, in tal caso sa guardarsi da per se solo, pur con la sua aria da 'tardo'... Ed ora noi andrem dalla Franciaccia!
< Fabbro Vulcano - borgo La Santona
< orboORBO : Bada, Vulcano, di far un magnifico lavoro con quella spada che vien offerta al Feudatario. E tu non puoi saper quanto egli sia narciso e vanaglorioso!
VULCANO: Orbo, non sfrangermi i maroni! Guarda, la lama è d'acciaio spagnuolo, del migliore! L'elsa te la faccio d'argento massiccio lavorato. Che altro t'occorre per quel pavone gonfio di sugna rancida? Ah, volevo ben dire...
Però non farmi scemo ch'io il martello lo picchio sull'incudine e non me lo meno in testa!
Tu non sei uno che compra dell' argento...
I lingotti 'brutti' che mi hai dati vengon dalla fonderia d’una miniera... E, guarda il caso birichino, qualche giorno fa, a Fonte Mala, son scomparsi due carri che portavano argento di miniera...
Io ‘un ho problema che li ho già fusi, ma fossi in te guarderei bene a chi li offri, che v'è da finir sulla forca. E, sempre per un caso birichino, mi paghi in grossoni appena coniati in Bologna… Ma, per me, son perfetti!
ORBO : Pensavo volessi dir che la Zecca del Bentivoglio acquista argento rubato!
La spada è un omaggio, che ha da restar 'segreto', di un giudice inquisitore al Feudatario. Tu ben comprenderai...
VULCANO: Spada che mi potrebbe procurar altre commesse. Gli altri due oggetti che hai voluto, la tromba in metallo dal suono cupo e cavernoso e quell' affare in ferro, son in quel sacco costì.
Ovviamente io mai li costruii... Ed eccoti la spada...
< casa della FRANCIACCIA nei dintorni di Palo Alto >FRANCIACCIA: Mi confermi che in zona continuino ad arrivare gruppetti di mercenari che paiono sbandati, ma che, di borgo in borgo, confluiscono alla Santona per poi salire a Cisterna Alta? Ad occhio e croce il feudatario deve aver raccolto più di cento trenta sgozzatori di professione… Ed or che son suoi il borgo di Querciolano e Boesimio gli servon nuovi gabellieri. Però se tutti ‘sti omini non avranno nulla da fare, a breve, faranno danni e noi ce li troveremo tra i mar… tra i piedi, insomma
NONNO: Ho saputo dalla Nina, dell’osteria la Volpe, con cui Jago, dopo aver bevuto, continua a vantarsi…
FRANCIACCIA: Credendo di poterla far ‘saltare’ nel suo letto… Bah, qualcuno non si vede mai in uno specchio!
NONNO: E pare non s’accorga che ha un fiato che fa’ appassir i fiori! Comunque sia, Jago è divenuto per qualche motivo, che ignoro, il braccio destro del luogotenente Lupo, quel mercenario che or presiede, per conto del Murtp, Poggio Forato. E Jago, or che conosce meglio la zona dopo avervi cercato il falegname, ha portato una trentina di militi a Querciolano e altrettanti a Boesimio . E da alcune sue vanterie pare che queste ‘occupazioni’ spacciate per opere di difesa e pacificazione potrebbero ripetersi in altri borghi vicini e indifesi ...
FRANCIACCIA: Se poi i ‘borgaioli’ continuano a scontrarsi tra di loro… Va bene che si tratta di ‘politica’, ma sbattersi con falci fienaie e forconi perché quelli son Guelfi e gli altri son Ghibellini…
Evidentemente han le pance più piene delle nostre!
NONNO: Io ho smesso di passar dal borgo Acquaviva Croceantica e del borgo Guardalfiera, anche perché non v’ho impegni, ma se fossi in loro ‘annuserei’ l’aria… E già la terza o la quarta volta che vediamo lo Jago, con alcuni dei suoi, cavalcare nei dintorni dei due borghi e, invece di farlo con discrezione se è vero che vogliano occuparli sventolano il nuovo stendardo del feudatario che brilla al sole come una fiaccola in una notte senza luna…
A parere del Tardo, che tu sai sia stato una guida dei fiorentini, stan ‘prendendo’ le misure agli scellerati. E dopo qualche altro scontro tra di loro, magari 'costruito', giungerà ‘qualcuno’ a ‘pacificarli’ e a difenderli.
Hm, rammenti che Poggio Forato fu assalito da una quindicina di ladroni assassini? E subito dopo comparve il Lupo con i suoi uomini a scacciare i primi e ad insediarsi nel borgo?
Il Tardo ha studiato le impronte dei ferri di cavallo nei dintorni della miniera d’argento e m’ha fatto vedere due impronte con un fallo particolare dovuto ad una pietra aguzza che ha ‘marcato’ un ferro. Le aveva notate ove son stai i ladroni, ma, ora, si vedon nella polvere delle vie del borgo ove passano i militi tutti i giorni …-
FRANCIACCIA: Lui suggerisce che uomini armati e mascherati che han assalito il borgo, sgozzando qualche uomo e dando alle fiamme qualche casa di legno, son gli stessi che, tolte le maschere, hanno 'liberato' il borgo?...
Certo che se le impronte ‘girano’ ancora per le vie… Misteri dell’arte della guerra che credo sian fuori dalla testa del Murtp… Però qualcuno gliele potrebbe aver suggerite.
Hm, Boesimio ha delle terre dove il grano attecchisce, ha qualche bell’uliveto e dei vigneti esposti bene… Querciolano ha molti castagnetti, noceti e faggete. Dalle faggete han sempre tratto carbone di legna che vendono a destra e a manca… Già, son stati due bei ‘bocconcini’ per qualcuno in cercava nuovi ‘sudditi’ e nuovi dazi… Ma nessuno si opporrà?
NONNO: I fiorentini, se mai volessero farlo, rimanderanno alla prossima primavera… E i due borghi non erano, di fatto, sotto un qualche signorotto più o meno ‘benedetto’ da questo o da quello…
FRANCIACCIA: E della storia del nuovo nome di Cisterna Alta?
NONNO: Su quest’argomento lo Jago, che ne deve saper nulla, pare abbia parlato come il Boccalozzo Ter dopo una doppia serie di boccali… Impastato, impreciso… Insomma: confuso. Vedremo, tanto abbiam ben altri problemi…
FRANCIACCIA: E di monna Colombella di Franco detta Degli Argentieri che né pensi?
NONNO: Che ha una bella carrozza padronale con tiro a due che la distingue e la fa notare… Hm, ho capito, ho capito… Non mi convince la storiella dell’esilio nel borgo Cist.. cioè Murtp, ma ha le idee chiare e grazie al suo bel faccino non esita a raggiunger il suo scopo… Quale sia? Ancora ‘un lo so, ma lo saprò a breve... Spero…
FRANCIACCIA: Intanto t’ha incaricato di studiare come portare rocce dalla miniera alla sua nuova casa nel borgo e mio figlio Carlo, il sesto, che ha qualche nozione di forni per metalli dice che quelli che la Colombella ha fatto fare a mastro Franchino, con l’uso dei mantici, trarranno argento in buona quantità.
E il consorte Gianfilippo, che è orafo di buon livello, ne farà dei lingotti ‘belli’
NONNO: M'è stato chiesto di trasportare delle belle ‘botti di sale’ che ve n’è richiesta… Ne hai?
FRANCIACCIA: Di sale ne ho poco, anzi dovrai portarmene su da Ravenna almeno due viaggi prima che comincino le piogge d’autunno… Di ‘roba’ d’affogarci dentro, da quando i tre scheletri del Pasquale… Anzi, del Filippo son stati collocati, che noi ripieniam di frattaglie sanguinolente, richiamano cani selvatici, qualche lupo e tanti gipeti. E i gabellieri pare abbiano ‘dimenticato’ questa zona del bosco così noi abbiam carne di cervo, di cinghiale, di lepri e di conigli per accontentar molte richieste…
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Con le nostre carrozze sarete notati ovunque andrete e di Voi si parlerà con ammirazione.
BELLE-CARROZZE-BELLE
Al fine di migliorare l'aspetto grafico degli episodi ci siamo accaparrati la sapienza, costosa, del Maestro Sandro Filipepi che ha rinomata 'bottega' in Firenze.
Oltre i consigli e i giudizi s'è impegnato a darci in prestito disegni e 'cartoni' delle sue opere.
Gli A.B C. (… e, via son sempre i soliti! ) sperano d'aver fatto cosa gradita.
Rammentate che nell’episodio < 9- UDITE, GENTE, UDITE > il falegname avesse detto al Nonno, riferendosi al Tardo: < Digli che quassù è giunta una pastorella che fa la ritrosa con tutti. Ma ha un bel faccino, una 'figura' intrigante e, secondo me, non aspetta altro che qualcuno la convinca a far quel che lei vuol fare> ?
E’ stato rinvenuto uno strambotto scritto su un foglio di cartaccia e ve lo sottoponiamo che l’Hermete lo definisce ideato su ‘impianto’ dell’Agnolo Poliziano:
< Mi ritrovai tra mille vaghi fiori
Fra’ qual senti’ cantare un’augelletta
Era il suo canto sì soave e bello,
Ed i’ m’accostai pian, pian per vederla:
Vidi che ’l capo e l’ale d’oro avea:
Ogni altra penna di rubin parea,
I’ volli pigliarla, tanto mi piacque
Fra’ qual senti’ cantare un’augelletta
Era il suo canto sì soave e bello,
Ed i’ m’accostai pian, pian per vederla:
Vidi che ’l capo e l’ale d’oro avea:
Ogni altra penna di rubin parea,
I’ volli pigliarla, tanto mi piacque
e a lei non dispiacque ...>
< Immagine della citata... >9- UDITE, GENTE, UDITE
9 UDITE GENTE UDITE
<osteria del Cavaliere a borgo MURTP >BOCCALOZZO MEDITAZIONI: Son salito fino a quassù, nel borgo di Cisterna Alta che, da oggi, per voler del Feudatario si nomerà borgo Murtp; così va dicendo araldo che strombetta nelle vie e nei vicoli accompagnandosi con un tamburo e mostrando lo stendardo con un pesce che ne assale un altro.
< Stendardo del Feudatario Murtp A gran voce elli comunica che l’editto è affisso alle porte dei borghi che son sotto la protezione del nobile Feudatario che tanto si prodiga per il popolino tutto.
Ho visto giunger al castello del Murtp una processione di carrozze di signoroni che van a complimentarsi seco lui. Ho visto gagliardetti, in panno peso e ricami in seta, dei casati di Faenza, Rimini, Imola e Bologna. Ho visto, anche, piacentevolissime donne, riccamente agghindate sfavillanti d’ori e gioielli con retine in filo d’oro e perle a raccoglier i capelli fluenti.
Ho visto, altresì, volonterosi valletti aiutar la discesa delle Monne dalle carrozze. Tra questi ho visto il fedifr… dedidrago… insomma: l’infame insidiator di donne altrui che incrociai nella notte ‘buia e tempestosa’ di cui vi narrai. Ho, altroché, che per aiutar il passaggio fuor dalla carrozza egli non esitasse ad appoggiar una su’ mano sulla parte inferiore della schiena dell’interessata. L’ho visto sussurrar qualcosa alle monne ed ho scorto lievi sorrisi dell’interessate.
E mi son fatto convinto che, quel tizio, non c’è da stupirsi e poi, tutto sommato, non son fatti miei!
Io son qui per un unico motivo: oggi vien inaugurata l’osteria del Cavaliere e in ista mattina l’oste Giuffreddo
< Oste Giuffreddo con gran generosità mesc...verser… Insomma: riempirà fin a tre boccalozzi senza voler monete.
Vi stupite se vi dico che l’osteria è piena come un ovo? Già, l’immaginavo… Entrambe le cameriere son più che piacenti, ma la bionda è un pochino più sfrontata e quando si china, a depositare il boccale sul tavolo, resta chinata un po’ più del necessario lasciando il tempo all’avventore di ‘perdersi ‘ tra le su puppe alabastrine. E dal sorriso ho da creder che se qualcuno vi dovesse lasciar scivolare un grossone in argento lei squittirebbe e si lascerebbe ‘ frugare’… Ma solo per recuperar la moneta… E non fate i maliziosi, eccheddiamine siam nel 1478 non prima dell’anno 1000!
GIUFFREDDO: Tu saresti quello nomato Boccalozzo Ter, nevvero per l’invero? Veder con quale passione bevi il mi’ vino mi riempie di soddisfazione… Si, io conosco benissimo il capitano… che ancor non mi capacito a chiamarlo Feudatario… Si, son stato al suo ‘soldo’ per più di diec’anni e ne ho viste di cose che non potresti nemmen immaginare…
Ti dispiace se resto, seco te, che è da stamane all’alba che faccio la trottola tra la cantina e i tavoli?… Lascio che la Filippa e la Mariuccia mostrino la lor mercanzia agli avventori che con i corsetti così discinti potrebbero rovesciar piscio di cavallo nei boccali e pochi se ne lamenterebbero…
Si, questo vin vien da Bologna, me l’ha consegnato quel birocciaio laggiù, quello con il pizzetto bianco… Evidentemente sa dove trovar la roba buona… Posso offrirti un altro giro? Si? Bene, ti faccio compagnia…
Si, come immaginerai abbiam battagliato a destra e a manca… Anche contro i mussulmani… Gente tosta con le daghe arcuate che taglian bracci con un colpo solo. A Castro, non lontano da Otranto, siam stati accerchiati, noi venti, da oltre quaranta di quei pirati… Eh, ce la cavammo, ma a stento… Lui, il Murtp, s’abbuscò un colpo di daga su una chiappa e dovevi sentirlo come grugniva… Io mi presi una piattonata sull’elmo, ma evidentemente ‘ 'un era il nostro momento e ne stendemmo più di trenta tra fendenti di daga e colpi di picca. Noi perdemmo otto uomini e ne avemmo sei feriti gravi, ma potemmo riveder il sole, all’indomani…Bei tempi!
Or mi toccherà combattere coi fornitori e con qualche cliente avvinazzato… Già… Cosa vuoi che ti dica che cambiar nome al borgo e farlo divenir ‘ Borgo Trump ‘ mi pare una piccineria? Ma io non ho mai compreso la smania di taluni che voglion esser citati nelle pergamene con il lor primo nome, con il secondo, con il casato e, ove v’è, anche con il sopra il nome…
No, a me lo stendardo ‘un piace punto! Ho battagliato sotto stendardi, anche sporchi e sfrangiati, che avevano per effige teste di cervi reali, di lupi, di lioni ruggenti, d’orsi ….zzati, di vipere adirate e draghi fumanti.
Ma è vero che io ‘un debba combattere sotto questo pesce sottile che chiamano ‘ lampreda’.
Quel messere, laggiù, dall’alto cappello a cono impreziosito da una stella a cinque punte, dicono sia un gran sapiente avendo dieci libroni nella zucca. Lui ha detto che si tratta di un animale ‘vampiro’ che succhia il sangue alla sua preda… Sarà, ma a me par un vermone infido…
E, poi… Io udii luogotenenti, tipo Lupo, guidar l’assalto alli nemici gridando, in modo che fosse sentito nel casino delle lame che si schiantavano contro le armature e gli scudi: “ Uomini, seguiam il lione! “… Già, non accenderebbe il 'fuoco' della pugna sentir incitare gl’animi al grido di: “ Uomini, seguiam il pesce! “…
E, poi, i tempi son cambiati, pensa che ieri il feudatario, dopo aver indossato la sua vecchia corazza, seguito dal luogotenente Lupo e da i suoi ottanta militi, ha marciato ad est per la via che scende in Romagna… Hm, già… E senza tirar fuori la daga del fodero ha preso possesso del borgo di Querciolano e Boesimio.
E or si ritrova con quasi seicento nuovi sudditi che gli verseranno dazi e gabelle…
E, con il discorso recitato nelle due piazze principali, ci ha fatto la figura del signor possente che si prodiga per il ben dal popolino proteggendoli dai ladroni…
Ma a me va bene così, che ista costruzione ha bisogno di tegole nuove e di un cuoco che possa accontentar gli avventori di pregio…
Già, questa osteria è del Murtp e dove lui mette le mani vuol veder sgorgare monete d’oro e d’argento… Indi, senza offesa, goditela oggi, compare, che dopo ‘un c’entrerai più…
Corre voce che saranno assoldati altri cinquanta militi per presidiare i due borghi nuovi e pattugliare il territorio per combattere i ladroni di strada, i cacciatori di frodo e i gabellatori della gabella…
Oh, qui, si lavora di gran lena. Se fai un giro entro le mura che cintano isto borgo vedrai che vi son mastri muratori in ogni dove… Vengon abbattute vecchie case in legno e costruite case in mattoni e pietre…
Vedi quella dama laggiù, dall’espressione decisa? E’ donna Colombella detta Degli Argentieri… Coniugata con un orafo… Credo vengan da Verona o da Vicenza… Ha acquistato tre casacce in legno ed or stan tirando su una grande casa di mattoni con due forni per tramutar la roccia che vien da Poggio Forato in lingotti ‘fini’ d’argento da vender alle zecche venete o bolognesi…
E, si dice, che il marito forgerà posate per il Feudatario e per ogni altro signorone che le vorrà… Il futuro per isto feudo non par tanto buio nonostante la guerra tra i fiorenti e gli eserciti napoletani e papalini…
Già.. Vi combattei, ma non ne sento certo la mancanza che or stanno aumentando le bocche da fuoco e ti posso garantir che ‘un vi sia rimedio ad una palla che t’entra in corpo…
Lasciami andare se no finisce che il Lupo rovesci la Mariuccia sul tavolo e me la ‘monti’…
Certo, a noi omini la cosa non farebbe effetto, ma indignerebbe le signore e ci perderei dei clienti paganti!
A più tardi Boccalozzo e buona bevuta…
< interno dell’ osteria del Cavaliere >NONNO: Ditemi Monna, il mio aiutante, che par dorma all’impiedi, mi ha portato la vostra ambasciata…
In cosa posso esservi utile? Ah, un trasporto? E’ il pane mio. Ma di cosa? E per dove?
< Donna Colombella Degli Argentieri COLOMBELLA: Ho da creder che tu sappia chi son io, nevvero? Comunque sia son Colombella di Franco detta Degli Argentieri. Son coniugata con quell’uomo, là, che è un ottimo orafo… Mi son decisa a venire in isto borgo per due motivi: il mi’ marito è nello schieramento, tra guelfi e ghibellini, che nella nostra città sta soccombendo, indi ‘cambiar aria’ è di molto salutare.
Per secondo conosco un giudice dell’Inquisizione che m’ha consigliato di venir a vivere qui ed io l’ho scelto prima che i ‘vincitori’ sequestrino tutti i nostri beni e ci caccino in perpetuo con pochi stracci addosso.
Ho acquistato dal Feudatario tre case in legno nella via che dalla piazza della Cisterna scende alle mura sbucando a porta Sole. In isto momento muratori e falegnami lavorano, di gran lena, per far una casa di mattoni a due piani. Al piano terra ci son già due fornaci con mantici per tener alta la temperatura ed io voglio provarle prima di pagarle che ‘un costano poco.
E qui entri in gioco tu, birocciaio, che ho udito parlar assai bene di te… Ho anche udito che tu saresti un mariuolo, ma non son atta a dar credito a tutte le dicerie… Anche perché ti tasterò sul campo…-
NONNO: Ne sarò onorato, ma visto che voi siete schietta lo sarò anch’io… Dovrei trasportar schegge di roccia dalla miniera di Poggio Forato e voi sapete meglio di me cosa ci si cavi… Non aspettatevi la mia richiesta come fosse il trasporto di terra e mattoni ruinati dopo un crollo… Quello che ‘un so è qual dazio imporrà su questi trasporti quasi preziosi il Feudatario…
COLOMBELLA: Al momento neanche io e, ho da supporre, che non ci andrà con mano leggera.
Ma, come dice il baro, ci ho un paio di ‘carte’ nel mi’ corpetto: una raffigura il Giudice che è un ‘maneggione’ di prima scelta e m’ha assicurato che si ‘spenderà’ per me, presso il feudatario, per ottenermi un dazio, a oncia pesante, molto contenuto. Ovviamente mi ha lasciato capire che si aspetta qualche ‘regalia’...
La seconda carta sei tu. Ammettiamo tu abbia un lasciapassare per 100 once pesanti… Il tu’ carro potrebbe portarne 20 in più?…
NONNO: Le mi’ ruote, l’assale e il mi’ cavallo mi portano sino a 300 once pesanti, ma il problema, Monna, è un altro… La miniera è sorvegliata da quel milite ingrugnano laggiù che si noma Lupo. E’ lui che controlla il pesato e ne segna il risultato sul lasciapassare. E la su firma è bastante per tutti gli altri gabellieri del feudo che non s’azzardano a contestare un suo scritto…
COLOMBELLA: Hm, peccato, avevo sperato che una parte del carico fosse ‘esente’ totalmente dalla gabella. Mi appellerò alla bravitù del giudice per aver un dazio favorevole...
NONNO: Monna, anch’io vado per osterie e m’è capitato di udir delle belle balle su sotterfugi per ingannar una bilancia, o di lasciapassare falsi o altro ancora… Datemi due, tre giorni e vi saprò dire se si pole ‘un pagare proprio tutto…
COLOMBELLA: Attendo con una certa ansia…
< casa in località sconosciuta nel bosco
< bottega di falegname NONNO: Filippo, hai finito di preparar i dieci bolzoni da consegnare, come campioni, al feudatario? A nove ahi già messo i puntali preparati dal fabbro Vulcano… Sbrigati a finir il decimo e mente le tu’ mani fanno il lavoro, le tu’ orecchie possono ascoltar ciò che ti propongo… Ho bisogno di otto tronchi per formar due paratie, sul mi’ carro, per contenere del materiale sfuso, come fosse ghiaia o pietrame piccolo… Si, lo so bene che anche un falegname monco potrebbe prepararli, ma a me servirebbe un tronco… Un falso tronco ove possa inserir una decina di once pesanti …
FILIPPO: Hm… basta tagliar il tronco per il lungo a modino acciocché ricomponendolo il taglio ‘un si veda e poi lavorar di scalpello e subbia per crear, all’interno , lo spazio per nascondervi del ‘ghiaino’… Come dici tu… Ho messo a dimora nel torrente, dietro ista casa, la ruota disegnata da quell’amico del Tardo di Firenze: ‘un si vede, ‘un fa rumore, ma i meccanismi girano e c’ho preparato i bolzoni in meno di mezzo pomeriggio… C’è anche uno schizzo per far tagliare, alla forza dell’acqua, del legno con una sega oscillante ottenendo un taglio pulito e combaciante in modo che ‘ricomponendolo’ ‘un si veda nulla…
Si, ho anche dei tronchi dritti stagionati… In una mezza giornata ti sego il tronco e se mi mandi il Tardo gli faccio scavar il legno tenero con uno scalpello. In poche ore dovrebbe farcela…
Digli che quassù è giunta una pastorella che fa la ritrosa con tutti. Ma ha un bel faccino, un ‘personalino’ intrigante e, secondo me, non aspetta altro che qualcuno la convinca a far quel che lei vuol fare…
NONNO: Bada che, con un richiamo del genere, domattina all’alba te lo trovi tra i maroni…
FILIPPO: E ‘un è mica mia moglie… Anzi, per far un po’ di pettegolezzi e riderci sopra… E’ vero che, corre voce, che lui sia l’unico al borgo della Santona che non abbia ‘ricevuto’ la Berta nel su’ letto? …Si? Accidenti, quella ’un pole mica digerire uno smacco simile: un omo che la rifiuta! Per me gli cava gli occhi!
NONNO: Te lo dico io, tanto la voce arriverà anche quassù… Rammenti che qualche notte addietro pioveva con la nebbia e si sentiva tuonar sulle cime? Già, quella che il Boccalozzo, in osteria, ha dichiarato esser una ‘ notte buia e tempestosa’…
E mentre il Boccalozzo, al suon del mattutino, se ne tornava a casa, lasciando l’osteria, gli è ‘piovuto’ d’innanzi il Tardo.. Completamente nudo mentre il pollaiolo urlava dal balcone che ‘un l’aveva visto bene, ma che era sua intenzione sbudellarlo… Il pollaiolo, accompagnato dal fratello s’è scapicollato in strada, ma s’è trovato d’innanzi due ubriachi che puzzavano di vino e farfugliavano a vanvera…
E il Boccalozzo per poco non s’è strozzato dalle risate… Figurati se non viene su per una pastorella cui dedicherà uno strambotto… E ‘un c’è nulla da fare: è la su’ natura! -
INFORMAZIONI SULL’EPISODIO :
Gli Autori A.B.C.( * ) confermano che il feudo del Murtp si stia ingrandendo e molti sudditi son riconoscenti al Murtp che par intenzionato a difender gli inermi dalla imprevedibili incursioni dei ladroni o dei mercenari sbandati. In cambio, ovviamente di dazi sonanti, ma par che il futuro del feudo sia, quasi, roseo…
Il Borgo di’ Cisterna Alta’ vien depennato dalle mappe in pergamena e sostituito dal borgo di Murtp ove le case stan diventando di mattoni. E vi si trasferiscono persone danarose ed importanti
Vi s’apre anche un’osteria, quella del Cavaliere, ma vien sconsigliata al Boccalozzo per gli alti prezzi che vi si praticheranno.
E il Nonno vien sfidato a fare il ‘mariuolo’… Accetterà ?
E il Tardo vien sfidato a fare ‘l’infame insidiator di donne’… Accetterà?
E in attesa d’un’altra notte ‘ buia e tempestosa ‘ gli autori A.B.C.(*) v’attendono al prossimo episodio…
(*) Come riportato più volte l’acronimo A.B.C. sta per Autori Bipolari Cenciosi
8 - RESOCONTI
8 RESOCONTI
<Immagine Castello di Murtp MURTP: Contabile Briglia vieni a frantumarmi gli zebedei or che son assiso al mio desco per il frugale pasto del mezzodì? Che mangiavo meglio quand’ero nell’armata… I fagiani son magri e stopposi e la lepre pare una pantegana! Il cuoco che avete assunto è sol buono a far crema con le fave tritate!
Essendo immerso nei MIEI boschi dovrei aver sul desco quarti di daino e cosciotti di cinghiale cotti allo spiedo ed insaporiti con olio e rosmarino…
E, invece, son al cosciotto di pulcino! E il vino che pare aceto misto ad acqua di pozzanghera!
Ma visto che mi hai fatto adirare dimmi perché sei venuto…-
< Contabile Brigalia CONTABILE: Eccellentissimo, al termine della settimana v’informo che son stati raccolti 400 fiorini in oro, 835 grossoni in argento e 1220 carlini in rame dai dazi e le gabelle.
< LUPO il mercenario LUPO: E ve ne beate, inetto mangiapane a ufo? Per quattro denari? Lo sapete che i lavori al castello vadan terminati? E i mastri muratori, ladri patentati, voglion 200 fiorini al giorno? Coi vostri dazi ci paghiam, si e no, du’ giornate!
CONTABILE: Per aumentar l’entrate potremmo vender ai veneziani i 10 carri di lingotti d'argento estratti a Poggio Forato.
< JAGO apprezzato sicario JAGO: E quanto offrono quegli esosi? Che li usano per le loro monete d’argento ed è metallo così buono che niun fa storie ad accettarle…
CONTABILE: I veneziani offrono 800 fiorini in oro... Che è un poco meno del valore di mercato, ma pagano sull’unghia…
MURT: Ci stanno prendendo per il collo! 10 carri d’argento per quei quattro denari? Lo sai che mi servono per il castello, almeno, 2000 fiorini d’oro? Poi m’abbisogna d' un'armatura nuova ed una spada che non mi faccia sfigurare.. . Voglio più denari, datti da fare o andrai a lavorar nelle prigioni!
JAGO: Rammentate Brigliotto che io difendo la miniera con dieci uomini, se dovesser tornar quei ladroni, che hanno incendiato il borgo, ci difenderete voi con la vostra penna d’oca e il vostro calamaio? Abbiam necessità somma di ingaggiare almeno 50 valenti mercenari e quelli non si fanno abbindolare dai vostri numeri in fila … Voglion monete sonanti, voglion mangiar decentemente e voglion un ricovero ove non piova e ove possan star al caldo.
LUPO: Estorcete ai veneziani almeno 1.000 fiorini per l’argento. E il trasporto sarà a carico loro… E che nessuno informi i ‘gondolieri’ di cosa sia accaduto a Fonte Mala! Se qualcuno parla, specie dopo aver bevuto, lo farò appendere, per le budella, ad una forca!
CONTABILE: Proverò, ma non posso scontentarli oltre misura che tra un mese verrà il Magistrato dei Legni che, usualmente, acquista una trentina di carri di alberi, da lui scelti, per l’arsenale … Se, al momento della partenza potessimo togliere i dazi su quel legname… Ad occhio e croce stiam parlando di quattromila fiorini per i legni…
MURT: Ma tu lavori per me o per i gondolieri? Ti sei fatto dar una valanga di polenta come regalia? Hm… Brigliatto, stai sbaletarando di men di cinquemila fiorini?... E sia, fai sapere al veneziano che gli faccio grazia dei dazi, ma che non chieda uomini di scorta, vè!
CONTABILE: Seguirò i vostri ordini, feudatario… Io, però mi chiamo Brigaglia…
MURT: Chiamati come ti pare, ma or togliti d’intorno che mangiar ‘sta carnaccia diventata fredda è come sbatter i marroni all’uscio!
< Qualche ora dopo...
< Sala del castello di Murtp MURTP: Giusto voi, succhiatore d'incenso, sentivo la vostra mancanza! Spero che abbiate seco almeno una cassetta ripiena di monete d’oro che i dazi che ho imposto non portano baiocchi nelle mie casse! Non sarete mica venuto a riscuotere per la concessione del feudo, vero?
Questo castello è come il territorio: povero , malmesso e risucchia ogni manciata di denari! Badate che son adirato che ho mangiato malissimo e bevuto peggio!!
POLLICINI: Siate lieto, Feudatario, ho due buone nuove. Il vice comandante dell’armata, ol marchese spagnuolo De’ Borja, su consiglio della nobildonna De’ Prati, ha approntato una cassa con 5.000 fiorini d’oro zecchino per le vostre ‘prime spese’ ed io l’ho trasportata sin qui, seco me
MURTP: Io l’accordo l’avrei dovuto far con l’Elena, non con voi. Immagino che abbia convin…consigliato il De’ Borja nottetempo… Comunque sia è una boccata d’aria buona, per me e per il vostro ‘disegno’!
E l’altra notizia?
POLLICINI: Il Duca Alfonso di Calabria ha urgentissimamente bisogno di quattro mila bolzoni da balestra…
MURTP: Non son mica un mastro fusaio, io! Cosa volete che m’interessi?
POLLICINI: Vedete, voi avete in uggia i magnifici boschi che fan parte del vostro possedimento eppur vi son ottimi legni da trasformar in frecce da balestra che è l’arma che ha maggior successo di ‘sti tempi.
Come ex Capitano saprete che di proiettili ne occorrano a centinaia che ne van usati in gran numero. Molti finiscon nei corpi dei nemici , ma altri son persi o danneggiati...
MURTP: Hm… Io posso fornir il legno… Non certo i bolzoni rifiniti…
POLLICINI: Possibile che nei vostri borghi non abbiate una terna di falegnami? Che il processo di costruzione è alquanto rozzo… Si tratta di piallar un pezzo di legno lungo due spanne… Comprenderete che un asticciola grezza di buon legno, diciamo di nocciolo, abbia un prezzo, ma un bolzone ben tornito e bilanciato con una punta in metallo e l’impennaggio di penne d’uccello ha un valore ben maggiore… E voi potreste divenir uno dei fornitori dell’armata, che io ho dell’influenza sul contabile dell’Alfonso… Mentre ci meditate, io, or ho una richiesta praticamente personale…-
MURTP: Soldi, no, eh! Volete un pranzo degno di voi? Cadete male, malissimo. Il mio cuoco cucina ben solo le fave schiacciate in una pappa immonda! Del buon vino? Cadete vieppiù nel peggio: qui il vino è ‘leggero’, acetoso e par allungato con l’acqua di una pozzanghera!
POLLICINI: Siete fortunato, venendo qui son passato all’Ospitale di Vetta ov’è il Priore Pro Tempore, l’Elzeviro, ed io mi sto ‘adoperando’ affinché cessi d’essere ‘pro tempore’…Indi mi deve alcuni favori… Come alchimista ha un tal Frà Dondolo, che par una papera ubriaca per come cammina ma che sa, lavorando all’alambicco, crear un distillato che avrebbe fatto saltar fuori Lazzaro dalla tomba senza disturbar il Cristo! Ne ho qui una fiasca, volete gradire?
< Frà Dondolo alchimista ed assaggiatore scrupolosissimo MURTP: Accidenti, è velluto puro! Anche se deve aver un’anima robusta! Versate, Cornacchione, versate… Hm, divino, ‘un v’è che dire.. Ma qual’era la richiesta ‘personale’?
POLLICINI: Potreste far caricare nella mi’ carrozza una mezza dozzina di lingotti ‘brutti’ d’argento? Potrebbero interessare il De’ Borja che ama pranzar con le posate in argento fino e spesso ne fa dono ai commensali di riguardo…
MURTP: Cornacchione, un vostro antenato vendeva oggetti al tempio! E venne scudisciato e scacciato dal Nazzareno, nevvero? E sia, ma la prossima fornitura…
POLLICINI: Verrà pagata, non temete… Non sia mai che far del ‘bene’ non porti dei… beni…
Hm, ho ‘speso’ una mezza parola con il Priore Elzeviro dell’Ospitale di Vetta… Loro vi forniranno una botte d’idromele al mese e voi li libererete dai dazi per il pernottamento dei pellegrini…
MURTP: Cornacchione, voi vendereste il fumo d’incenso al Santo Padre! E sia, accidenti a voi!
POLLICINI: Ve ne sarò riconoscente… Fatemi avere una decina di quei bolzoni al più presto e una parte, almeno, della fornitura necessaria all’Alfonso sarà vostra!
Ed ora, dopo il piacere, vi debbo dar due ordini e vi consiglio di rispettarli o vi ritroverete d’innanzi quel signore ammantellato… Primo ordine: ho seco me una ventina dei vostri nuovi stendardi quelli con la lampreda e debbon mordere il vento sopra isto castello e sopra i borghi che son vostri. Farete girare alcuni banditori che annuncino che illi son i vostri stendardi e i territori su cui sventoleranno saranno sotto la vostra magnanima protezione… Diverrete un Feudatario molto amato…
MURTP: Voi mi credete rozzo e stolto come l’asino che insegue la carota appesa ad un bastone? Ditemi del secondo ordine, Cornacchione….
POLLICINI: Lungo la strada che da borgo della Santona scende all’Adriatico ci son due borghi:
Querciolano e Boesimio. Il primo ha… o meglio, aveva una piccola guarnigione fiorentina che tre mesi fa è stata ritirata occorrendo quegli uomini al Duca D’este per combattere i nostri nella Toscana del sud. Messer Guidotti, che è il più danaroso degli abitanti, è un guelfo, mentre il Minniti, ricco commerciante di granaglie, che sta a Boesimio è un ghibellino…
MURTP: Cornacchione a me di questi affari di politica non me ne può calar di meno!
POLLICINI: Ve ne dovrebbe calar, invece… Tra i due borghi stan scoppiando zuffe e ci son già scappati alcuni morti e alcune case son andate a fuoco… Procedete, immantinente, con i vostri nuovi stendardi e i vostri uomini sui due borghi, ora che i fiorentini son in altre faccende affaccendati, e occupateli facendo affiggere bando che il fate per ‘proteggerli’ e per il bene del popolino…
MURTP: Isto vuol dire che quando gli armati dell’Alfonso verranno sapranno che la strada è nelle mie mani e lor potranno passar in sicumera… Cornacchione, un vostro avo consigliò la mela ad Eva? Hm… Ci guadagnerei nuovi dazi, ma mi costerebbe assumere nuovi militi per tener in ordine i due borghi… Suppongo che voi, Cornacchione, cospargerete di miele la mia ‘carota’ nevvero?
POLLICINI: Cielo beato quanto siete esoso! Due borse ripiene di ducati d’oro vi cospargerebbero di miele anche il bastone oltre che la carota… E in più potrete cambiar il nome a questo borgo di Cisterna Alta…
MURTP: E come si dovrebbe chiamar, Cornacchione?
< ... dopo qualche ora
< Sala del castello di Murtp JAGO: Bolzoni ben fatti? Si dà il caso ch’io sia un ottimo balestriere. Ottimo, se non eccelso che avrei voluto misurarmi con quel Guglielmo Tell di cui tanto si sblatera… Comunque ho avuto per le mani un bolzone superbo e chi me lo ha fornito transita spesso al borgo della Santona… Vi saprò dire da chi se lo sia fatto fare… Che deve esser un falegname sopraffino… Già, che a quel tipo debbo ancor ‘pagar’ … una scommessa..
MURTP: E dove l’avete conficcato quel dardo?
JAGO: Da quaranta passi nel cuore di un ‘lingualunga’ che è precipitato, praticamente già morto, in un orrido profondissimo. Così non potrà arrecar danno con la su’ calunnia…
MURTP: Ho bisogno di quell’informazione per poter ordinare all’artigiano una decina dei suoi oggetti… Lupo… Lupo smettete di ‘montare’ la vostra cavalla e venite qui che ho ordini per voi e per Jago. E’ ora che vi guadagnate le ricca paga che vi passo mentre voi gozzovigliate bevendo vino e cercando d’ingravidar qualche contadinella sprovveduta!
INFORMAZIONI SULL’EPISODIO :
Gli Autori A.B.C. ricordano ai lettori più disattenti che il Giudice dell’Inquisizione Pollicini aveva mostrato il disegno da riprodurre sullo stendardo del nuovo Feudatario nell’episodio 3° intitolato < Mastro > ed aveva ‘suggerito’ che la premiata ditta LA PEZZA RICAMATA si fosse offerta di realizzarne, non meno di dieci, in velluto pesante e seta sgargiante.
Nell’insegna di legno sopra la porta d’ingresso della ditta, compare la scritta in caratteri elaborati : <Forniamo il Feudatario Horonzo MURTP acciocché la sua possanza garrisca al vento >
Parere degli Autori A.B.C.: “ Non v’è dubbio alcuno che il Pollicini sia un’ maneggione’ che abbia le mani in ‘pasta’ in molta… pagnotte “
IV° - UNA STIA DI PULCINI
( Boccalozzo Ter )
V° – UNA STIA PIENA DI PULCINI
< Interno dell’osteria La Volpe alla Santona >
<il narratore conosciuto come Boccalozzo Ter BOCCALOZZO TER: Ascoltate, Birrotto e Distillo...
< immagini dei citati >
cosa ebbe a capitarmi proprio oggi! Ma prima lasciatemi il tempo di sorber… sugger… Insomma: di bere un poco del mio terzo boccalozzo.
Stavo accompagnando il birocciaio Nonno che, rientrando verso La Santona, portava sul pianale del su’ carro una stia grande che conteneva una marea di pulcini che formavano un tappeto compatto di piume gonfie d’un bel giallo pieno e che s’accompagnavano con i loro pigolii sottili e petulanti.
< attori generici inconsapevoli dell'episodio >Gli animaletti eran destinati a quel messere, di cui è meglio tacer il nome, che commercia in pollame e che ha casa e un grande pollaio sul greto del torrente che attraversa il borgo.
Perché m’accompagni spesso con il birocciaio Nonno? Per due ottimi motivi che non dovrebbero interessarvi, ma sapendovi curiosi e pettegoli ve l’ dirò io stesso. In primis… Cioè: per primo che m’è simpatico e spesso v’imparo cose nuove e in secondo, ma è una cosa marginale, nella panchetta, su cui ci siede, tien sempre una fiasca.
E si tratta sempre di vino bon, e voi ben capite che il muoversi con tale… ‘conforto’ sia gradevole.
< fiasca da vino per il 'conforto' del viandante >Ordunque il Nonno m’ha spiegato che sui pulcini vi sia un dazio di 0,10 carlino di rame cadauno mentre sulle ova ‘un v'è nulla da pagar alla gabella. Ma il messere interessato preferisce far crescere i pulcini che prender delle ova e farle dischiudere, tenendole tra la paglia al sole o non lontano dai bracieri, mantenendole cioè al caldo.
Che isto modo richiede tempo e il numero di quelle che ‘un si tramutano in pulcini è assai elevato.
Giungemmo alla porta Est e vidi che v’era lo stesso gabelliere che avevo incrociato quando guidavo Crapone con le su’ ceste e i suoi 40 tronchetti di legna da ardere.
Il birocciaio sa sicuramente della nomea che ha l’ingrugnato, ma non me ne parve preoccupato. Sbandierando la sua sacca se ne diresse uno schizzo in gola, poi con uno schiocco delle labbra fece fermare il cavallo bigio dal pelo smorto che noma: Sacco di Pulci. Si sporse bofonchiando qualcosa d’incomprensibile, come capita a me dopo il terzo boccalozzo...
Cosa che capita anche a voi, nevvero?
Il milite aggrondò la fronte, non ampia in verità, e dopo aver mosso le labbra come sogliono far coloro che litigano con la lettura, stirò il collo e guardò la stia. Udii che il pigolio fosse divenuto frenetico e i simpatici animaletti s’ammassavano, uno sull’altro, all’angolo mancino della stia. Formavano un cuneo caotico mentre si salivano sopra. Gli unici che spiccavano, in quel tappeto giallo fremente, erano quei pulcini che avevano un piumaggio più scuro, quasi marrone.
Un attimo dopo, come ubbidendo ad un ordine perentorio, si diressero all’angolo opposto ed alcuni di quelli che precedevano la ‘folla’ finirono per esser inglobati nella massa caotica mentre il pigolio tornava ad esser frenetico.
Il gabelliere. che era salito sul mozzo della ruota. sorreggendosi alla stia con la mano mancina protendeva la mano destra, con l’indice teso, mentre cercava di contare quelle sfere piumose ed ebbe un’ imprecazione. Il Nonno mi passò la sacca ed io inghiottii liquido giungendo a pareggiar il mi’ terzo boccalozzo tant’è che la lingua mi si ingar.. indist… Insomma: mi si fece confusa.
Ma mi si fece confusa anche la vista: in un ‘amen’ i piccoli esseri tornarono freneticamente all’angolo opposto correndo verso un piccolo grumo di sementi. Faceva male agli occhi seguire quelle palle di piume aggro… rutil.. Insomma: velocissime! Il gabelliere imprecò mentre il Nonno borbottava:
“ Son eccitati che, poco fa, eravam seguiti da due o tre volpi che li han fiutati come pasto! –
Il milite guardò i pulcini che ora correvano all'altro angolo, guardò il lasciapassare, guardò il Nonno e, poi, anche me… Infine tese la mano: rese il lasciapassare, prese la sacca, si riempì la bocca con uno schizzo che equivaleva a tre boccali, forse quattro…
Rese la fiasca e fece cenno che noi si poteva andare avanti… E quando fummo distanti:
“ Nel lasciapassare son segnati 150 pulcini, ma nella stia ve ne sono 220, ma è impossibile contarli specie quando io lasci cadere del miglio, contenuto in una scatoletta posta ad un angolo della stia. Ed io posso dischiuderla e richiuderla con una funicella. Un attimo dopo, faccio lo stesso con un contenitore che si trova nell’angolo opposto… E gli animaletti, che son affamati, fanno il resto… -
Ovviamente, miei amici di ‘sorseggiamenti’ la cosa ‘un sa da sapere in giro, ma sapendo che avete la bocca sempre piena di… liquidi ‘un v’è pericolo che vi sfugga qualche parola, nevvero?
Che ne direste di un altro ‘assaggio’ dell’idromele del frate?
Gli episodi precedenti che vedono il Boccalozzo coinvolto sono:
I°- PERCHE’ SON NOMATO “BOCCALOZZO TER”
II° - CONOSCI IL GUELFO ED IL GHIBELLINO
III° – IN UNA NOTTE BUIA E TEMPESTOSA
IV° – MISTERI DI…VINI
E li trovate nei pressi
7 C - ... EX TESTIMONE
3° episodio dopo 7 A e 7 B
7 C- EX TESTIMONE
Località presso Palo AltoPASQUALE: Buongiorno a tutti voi. Son passato per aver informazioni dal Tardo che avant ieri ha voluto un mio bolzone da far vedere per ottenerne un'ordinazione, ma vedo che non c'è… Ho finito il lavoro che mi avete commissionato e... mi servirebbe qualche moneta...
FRANCIACCIA: Ecco qui il pattuito. Abbiam saputo dall'oste del Ciacher che la scultura e lo scheletro in legno, ripieno di frattaglie, sono state un successo e i gabellieri stanno ancora correndo. Or verranno di malavoglia...O non verranno proprio a ficcar il naso nei nostri affari…
Ci servirebbero altre due sculture e, almeno, un altro scheletro che noi abbiam bisogno della selvaggina, ma non degli sbirri. Puoi farlo?... Paghiam sull'unghia...
PASQUALE::Comincerò in tarda mattinata di domani che prima ho da aggiustar il telaio della Marolda che ho trovato e lavorato un bel ramo d'acero e lei deve cominciare a tesser delle pezze di lana per farne mantelle invernali . Alcune donne del luogo ci danno dell'ottimo filato ed io provvederò poi alla 'follatura' del tessuto. Or vado...
NONNO: Accidenti, non è il tipo che si fa crescere l'erba sotto le scarpe... Devo dargli queste doghe di quercia farnia da usar per... Scusami un attimo, Franciaccia, prima che s'allontani che vedo sta salutando l'Andromeda che sta arrivando ...
ANDROMEDA: C'è dell'eccitazione in aria... Ieri pomeriggio è giunto il Tardo e mi ha fatto preparar una sacca d'idromele 'corretto' per calmar un uomo. Ha allungato le mani, recitandomi un sonetto, per veder se sotto la mi' gonna vi sia l'inverno! Quando mi son adirata è scappato sopra Crapone...
FRANCIACCIA: Malnato e irriverente... Simpatico però, e a te non dispiace, vero?... Lui ed il Nonno stan lavorando per mettere il falegname al sicuro che c'è un sicario che vuole ucciderlo. Ma la faccenda è pericolosa e complicata...
ANDROMEDA: Spero nella saggezza del Nonno che il Tardo, per il piacer di coglionar la gente, non esita a 'crearsi' dei guai in proprio... Ma dimmi che intendono fare?
Nel bosco di Palo Alto TARDO: Ecco che il tu' bersaglio, ignaro, sta arrivando, porgendoci il fianco sinistro. Porta sulla spalla un grosso ramo e il braccio, piegato per sorreggerlo, non ti sarà d'intralcio Da dietro questa quercia potrai scagliar il dardo e colpirlo al cuore...
M'è stato detto che un tal Guglielmo Tell a 40 passi colpiva una mela. Vediamo se tu sai
coglier un bersaglio grande come un barilotto... Orsù fammi vedere la tua 'bravitù'...
Bolzone da balestraJAGO: Bada, colpito in pieno petto! Senti l'urlo d'agonia? Guarda, per il colpo, ha fatto un passo di lato ed è scomparso!... Miseria impestata da 100 turchi, dov'è finito che debbo vederlo morto! Corro a vedere...
TARDO: Aspetta ed ascolta ciò che s’ode, ch’è importante!
JAGO: Uno scrosciar di frasche... Un tonfo sordo e il grido 'un s'ode più... Ed un rumore di pietre che cadono in basso... Ma perché mi trattieni per il corsetto? Pare m'inviti ad avanzar cautamente...
TARDO: Vedi, ora? Oltre il ciglio v'è un orrido che sprofonda di oltre 300 braccia bolognesi. Vuoi tu seguir quel corpo? Vedi quel pupazzo sul fondo: è la tua preda. Andar laggiù ti costerà di camminar fino al tramonto...
JAGO: Ma se un fosse morto? Come potrò esserne certo?
TARDO: Allora dubiti della tua bravitù con la balestra? Siedi all'ombra e bevi, seco me, quest' idromele. Tra non molto vedremo giunger gli alati messaggeri che ti rassicureranno della su' morte. Che oltre la freccia s'è disfatto la testa su quella roccia là che gronda sangue..
Immagine della sacca dell’idromele JAGO: Mi son addormentato di botto ed or la testa mi scoppia! Quell’idromele è traditore... Veggio laggiù degli avvoltoi che pasteggiano con la mia preda e come se la contendono! Tardo dove ti sei cacciato? ... A 'spander acqua' ?
Il bastardo m'ha ciulato la sella avendo perso la scommessa! Ma or mi verranno le emorroidi che vi son 4 ore di strada e cavalcar a ‘pelo’ è faticoso! Tardo, te lo grido con l'eco dell'orrido: SEI PROPRIO UN GRANDISSIMO FIGLIO DI .... ANA... ANA!
Casa della FRANCIACCIA NONNO: E' stata una coglionatura sublime, da applausi. Pasquale colpito che vien spinto sul ciglio dell’orrido e con un urlo, genuino, cade. Io che ero tra i cespugli, li sotto, lo afferro e getto nel vuoto uno spaventapasseri vestito come lui ripieno di frattaglie sanguinolente. E schianto la vescica piena di sangue di cervo su una roccia lì sotto.
FRANCIACCIA: Hm.. E immagino che il Tardo abbia trattenuto lo Jago per darvi il tempo di nascondervi tra le frasche... Ben pensata, ma Jago l'ha colpito al torace, se non al cuore, quindi pur non essendo precipitato sarebbe, almeno, gravemente ferito… Invece l’ho intravisto, un po’ tremolante, ma in buona salute.... Mi spieghi l’arcano sovrano?
NONNO: Rammenti che avevo delle doghe di quercia farnia? Eran spesse e legate tra di loro così che han trasformato il torace del Pasquale in una botticella celata sotto il suo corsetto di lana. Il bolzone vi s'è conficcato ma 'un ha fatto male all'uomo. Idea del Tardo...
FRANCIACCIA: Hm... Meglio averlo per amico che 'un è vispo, ma se gli dai il su' tempo ne inventa delle belle. Indi lo Jago ha visto gli avvoltoi banchettare sulla sua vittima... E ora?
NONNO: Il Pasquale da oggi si nomerà Filippo, con un unguento, preparato dall'Andromeda, avrà tutti i capelli neri, si farà crescer la barba e 'perderà' la sua parlata marchigiana. Con tutti i 'ciapini' che ha far, urgentemente, quassù non ricomparirà alla Santona per un bel po’ e, alla fine, la farà franca....
FRANCIACCIA: E magari, per dirla alla Tardo: < tutti vissero felici e contenti >
NONNO: Meno che lo Jago poiché il Tardo, avendo compreso che non ci avrebbe avuto la sua paga, gli ha preso in 'prestito' la sella... E lo Jago ‘un l'ha presa bene, tant'è che, pur lontani, l'abbiamo sentito urlare, con l'eco, che la genitrice del Tardo non sarebbe stata una donna morigerata! Anzi...
INFORMAZIONI SULL’EPISODIO :
Il dotto HERMETE riporta che il Gugliemmo Tell, vissuto all’inizio del XIV secolo, sia citato dal cavalier Hans Schiber nel libro Sarmen del 1470.
La Congregazione dei Frati Piagnoni ( sempre quella fondata da Fra' Savonarola) disapprova gli episodi ove si tratta di un omicidio, ancorché tentato. Dicon, anche, che sia disdicevole parlar di un inganno e di un furto di una sella, ancorché riusciti. Consigliano che Voi facciate penitenza con due giorni di digiuno stretto..
Meditate irriverenti, meditate!
N.B. Gli Autori son dispensati. Boccalozzo alza le spalle e mugugna: “ Basta ci sia del vino “…
7 B - RICERCA DEL FALEGNAME
2 ° episodio dopo 7 A
7 B - RICERCA del FALEGNAME
< nel fitto del bosco dalle parti di PALO ALTO con la nebbia >
BORIAGO: Moro, forse, la Berta 'un ti rende 'cervo', ma di sicuro c'è che tu mi sia divenuto sfigato! Quando siam di ronda assieme capita di tutto: rugli d'orso adirato, carcasse di cervi dilaniate sino agli ossi, gemiti di Furie Infernali, figure spettrali in lontananza ed ora, per non farci mancar nulla, la nebbia più fitta...
Immagine dell'abilissima guida nomato MORO MORO: Son state tutte combinazioni. I gemiti son dovuti al vento che s'infila in qualche tronco secco... Le carcasse di cervi son dovute alla fame degli orsi e dei lupi, su cui resti han banchettato corvi e gipeti. E in isto bosco è risaputo s'aggiri una maga strega ...
BORIAGO: Ho sentito dir che vi sia una maga cieca che mette i brividi, ma che pochi ebbero a vederla per fortuna...! Quello che so, per certo, che vi sia una guaritrice, rossa di capelli e occhi celesti, che c'ha du' pere! Anzi come si suol dire: c’ha le ' puppe a pera' !
MORO: Hm... Quella c'è sgusciata di mano un paio di volte! Ma se la becco prima della multa la perquisisco e me la palpeggio tutta per veder se c'ha le puppe a pera!
Accidenti abbiam finito la sacca d'idromele... Dobbiam beccare il birocciaio!
BORIAGO: Quel birocciaio, qui, e 'un ce lo vedi… Il bosco è talmente fitto che 'un vi giunge nemmen la luce del sole e i tronchi son coperti di muschio che stilla umidità... Più sfiga di così! E questo scricchiolio sinistro che ha da esser?
MORO: Sembra un grosso cane che frantumi le ossa tenere d'un pulcino... Ma non vorrei fosse un grosso orso che distrugge la carcassa di un daino che pensando gli volessimo toglier il boccone ci s’avventasse contro… Credo sia meglio puntar verso Poggio Forato... Però, c'ho una brutta notizia: non vedendo il sole non so più che direzione dobbiam prendere... Miseria impestata e con le pustole al cul..!
MORO: Bada che può succeder anche ai migliori. Ora ci basterà trovar una radura, anche piccola, per veder i raggi del sole e saper dove dirigersi. Diamoci da fare che quest'umidità mi fa doler la testa... Guarda quei corvi su quei rami paiono in attesa di qualcosa da sbecchettare...
BORIAGO: Lasciali perdere... Ecco là, la tu' radura! E mi pare affollata... Ci son 5 gipeti che scarnificano una carcassa... Ti basta quel raggio di sole? Si? E allora muoviam le chiappe che odio gli avvoltoi!
MORO: E tu sbagli, loro eliminano le carcasse in putrefazione e impediscono ai mali fluidi, contenuti nella carne marcia, di impestar luoghi, animale e umani! Chissà che animale era? Se ne vedono le ossa arcuate come fossero il torace d'un uomo...
BORIAGO: Guida, saputella, non ti pare che quel gipeto ficchi il becco in quella che era la testa d'un cristiano? E' lordo di sangue fin sul collo! Quello con cui banchettano era un uomo come noi! Io vado verso sud...
MORO: Un attimo, Boriago, un attimo solo... Guarda quel tronco d'albero...
Dir che è spaventoso è quasi poco! In ista parte del bosco non vi metterò più piede tra immagini spaventevoli, rumori strani ed il banchetto degli avvoltoi... Comunque il sud è da questa parte...
MORO: Quella figura con i fuochi che le danzano d’intorno mi dà un’ispirazione: corri, corri che il sud è sempre da questa parte! E non rallentar il passo o ti cozzo sul didetro! Che ci venga il feudatario a curar il su' bosco! Potremmo trovar rifugio all'osteria Al Ciacher se non ci capita di peggio!
< 2 Borgo CA’ BIANCA quasi a buio fatto >
Immagine di Jago apprezzato sicario JAGO: Tardo, spero che un fulmine ti cada sui maroni e te li bruci a modino! Ho sfiancato il mi' cavallo e il mi' didietro, ho visitato i 4 borghi che m'hai indicato ed ho solo sentito dir che il falegname 'dovrebbe esser passato'... Miseria impestata da un turco!
TARDO: 'Un sarà mica colpa mia se la tua genitrice lavorava in una bettola d'una città di mare e, ogni spesso, 'riceveva' tutti i marinai di una nave turca? Però il tuo cavalcare 'un t'ha impedito d'andar ad insidar la Nina, vero?
JAGO: Perché ci pianti il tu' vessillo nella Nina? E se anche fosse?
Ma dimmi se tu hai scoperto dove si nasconde quel puzzone che è già morto e non lo sa ancora! TARDO: Quando qualcuno mi paga, come fai te, non corro dietro alle donne, io! Ho due buone notizie: una per te e una per me... Il tuo falegname s’è rifugiato nella zona di Palo Alto dove son gruppi di piccole case sparse nel bosco...
JAGO: Intendi che le case non son raggruppate attorno ad una chiesa? E che non c'è una staccionata difensiva? Bene, potrò far il mio 'lavoro' in santa pace: un colpo del mio bastone e lui si ritroverà morto in un amen. E la tua buona nuova?
TARDO: Ho sentito dir che sei divenuto un balestriere d'incredibile 'bravitù'... Metà di quello che mi devi, in monete, se colpirai il tizio da trenta passi, mentre lui, domani, andrà a finir un lavoro per un telaio... Ti va? Guarda ho anche un bel bolzone...
Immagine del BOLZONE da balestra JAGO: Bell'oggetto, bilanciato e acuminato non gli darebbe scampo nemmeno indossasse una cotta di maglia! E se dovessi mancarlo ti pagherei il doppio, vero?
TARDO: Già. T'ho trovato il sentiero tranquillo, che lui percorre, con un ottima visuale e, se ci sarà il sole, sarà in piena vista... Se accetti la scommessa partiremo all'alba di domani dal borgo della Santona… Dove or tu vai, nevvero?
JAGO: Fatti gli affaracci tuoi! Domattina all'alba al borgo della Santona... E bada che se scopro che mi stai coglionando il bolzone te lo ficco tra le chiappe con o senza balestra!
TARDO: Prima però mi paghi, se no ti tiro delle noci stagionate ni' capo... A domattina
< Osteria Al CIACHER nei dintorni di Fonte Mala >
OSTE: E 'un né la prima volta che tu e il tu' compare entrate in questa osteria ansanti come se aveste un satiro arrapato che vi rincorre! E 'sta volta?...
BORIAGO: 4 miglia a nord ovest nel bosco fitto è normale vi sia una radura? Si? E se vi fossero 6 gipeti che banchettano con le carni d'un cristiano, sarebbe normale?
OSTE: Se il tizio è morto e lì s'è accasciato il su' corpo servirebbe da cena agli animali... Indi è normale. Come se fosse stato addagato da un brigante di strada...
BORIAGO: Ed è normale che s'oda il rumore d' ossa schiantate? Ed è normale che una decina di corvi starnazzassero su un ramo di una quercia come attendessero qualcosa ?
OSTE: Normale se v'era un cane a divorar le carne attaccata all'ossa.. Normale, che i corvi attendano che gli avvoltoi lascino lor gli avanzi d'una carogna...
BORIAGO: Ed è normale che al bordo della radura vi sia una strana scultura minacciosa?
OSTE: Questo può esser singolare, ma ancor normale... E v'è d' altro, per caso? Che mi parete una coppia di 'porta sfiga' voi due... Nevvero?
BORIAGO: E un sarà mica normale se v'era, tra i cespugli, una figura nigra con due fuochi che le danzavano d'attorno, nevvero?
OSTE: No, questo e 'un è normale... Hermete, tu che in testa c'hai una decina di libroni, che ci dici?
HERMETE: Che i gipeti adorano cibarsi del midollo delle ossa di una carcassa, le portano in volo, le lascian cadere su una roccia ove si frangono e loro possono, così, mangiarne il contenuto...
OSTE: E questo spiegherebbe il rumor di ossa infrante. E per la scultura grande e minacciosa?
HERMETE: Nei tempi andati gli abitanti del luogo adoravano Madre Natura e quella scultura serviva, magari, a tener lontani i mali spiriti.
OSTE: E della strega con i due fuochi che le danzavano accanto? Che ce ne dici? C'è, per te, una spiegazione, Hermete?
HERMETE: Io non ero colà... Forse i due gabellieri han visto male. O potrebbe esser un trucco per tenerli lontani... Oppure potrebbe trattarsi di Fuochi Fatui...
OSTE: Fuochi fatui? E che sarebbero?
HERMETE: Sappiam tutti che quando un animale muore il suo stomaco si gonfia per effetto della fermentazione del cibo che contiene. Quei vapori prendon facilmente fuoco...
OSTE: Quindi tu, Boriago, e tu, Moro, avete visto un fatto insolito, ma naturale... E siccome penso ne abbiate bisogno vi consiglieri un boccale di vino!
BORIAGO: Facciamo due e l'offre il Moro che m'ha confessato ci fossimo spersi nel bosco! Pensa te s'io debbo andar in giro con uno stolto par suo!
OSTE: Qualcuno dei presenti fa compagnia ai due intrepidi? Si? Bene, preparate le monete ch'io verso il buon vino!
... e la sabbia scorre lieve nella clessidra OSTE: Senti Boriago, or che il Moro è fuori a 'sparger acqua'... Da uomo a oste: è poi vero che la Berta lo faccia cornuto, che la voce è giunta fin qua?...
BORIAGO: Lui è convinto ch'ella gli sia fedele. Io non faccio pettegolezzi... ma posso dir solo che non lo fa cornuto... Ma ‘cervo’ reale di sicuro! Dammi un altro pò di vino oste pettegolo!
INFORMAZIONI SULL’EPISODIO :
Il dotto HERMETE a richiesta tiene lezioni su tutto lo scibile umano a prezzi modici che ci ha 10 libroni nella testa.
La Congregazione dei Frati Piagnoni fondata da Fra' Savonarola v'invita ad inginocchiarvi sui ceci, rimanendovi per almeno tre ore, avendo riso della disgrazia del povero coniug... o meglio del cornu... Insomma del 'cervo' reale.
Meditate irriverenti, meditate!7 A - PASQUALE FALEGNAME
1° episodio
7 A PASQUALE FALEGNAME
< osteria La VOLPE a borgo della Santona >
Oste gioviale e soddisfattoOSTE: Salve mercenario, io stimo molto chi, come te, si guadagna la pagnotta battendosi sia che si tratti di una grande pugna o di una piccola pugna. Hai bisogno di qualcosa? Cibo? Vino? O altro?... Vuoi saper chi abita vicino al pozzo in fondo alla via?
Hm... Bada io, in ciò, son negato.. Nina, Nina... tu che sai vita, morte e miracoli di tutti gli abitanti del borgo vieni un attimo qua che abbiam di bisogno... Io vado a versar del vino a quelli là che non sputano per dover, poi, bere..
Immagine della ostessa Nina NINA: Vicino a quel vecchio pozzo malmesso? Son vecchie case di legno coi tetti sfondati e il panettiere, che son sue, le affitta per due soldi bucati, per lo più a forestieri... Gente di passaggio...
Si... Una l'ha data ad uno che viene da Macerata... Non che si veda molto in giro... Ha una moglie e tre bambinelli. Credo che sappia far il falegname e, qui, ve n'è di bisogno...
Si, è giovane e si riconosce facilmente perché ha una ciocca di capelli bianchi, tra gli altri nerissimi, che va dal centro della fronte fino al collo...
Immagine del falegname Pasquale NINA: Ed or che mi hai fatto seccar la gola e ti sei lustrato gli occhi sulle mi' tette, che ti vendo? Ti consiglio un boccale d'idromele fatto da Frà Dondolo e 'un ce n'è di migliore!
Immagine di Jago rinomato sicario JAGO: Ne pago 2 boccali ed uno è per te.. Il mio luogotenente m'ha incaricato di trovargli un falegname che ci faccia una partita di bolzoni da balestra che ne usiamo in gran numero in battaglia e molti van persi... Alcuni nei corpi dei nemici altri chissà dove...
E' un lavoro di 'fino' che han da esser affusolati, con una punta in metallo ed equilibrati per colpir il bersaglio. Io riesco a colpir un cervo in corsa da 80 passi o una lepre che salta a 20 passi. E ci vuol maestria, credimi...
NINA: Un giorno me ne darai prova.. L'uomo si noma Pasquale e, pare, abbia abbandonato il borgo... Magari si è trasferito a Poggio Forato o in un altro borgo... Un altro boccale d'idromele?
JAGO: Ne pago 2 ed uno è per te...Sorte impestata da un fauno arrapato! Ora mi toccherà cercarlo qua e là e non conoscendo che le vie principali impiegherò un mucchio di tempo, che quei bolzoni ci occorrono!
NINA: Ti ci vorrebbe uno che conosca tutte le scorciatoie, tutti i sentieri che tagliano la zona. Ci risparmieresti un mucchio di tempo... Sei fortunato; quello laggiù, dall'aria assonnata, è un birocciaio...
Immagine dell'aiuto birocciaio Tardo JAGO: Hm, mi pare di averlo già visto... Bene, adesso vado a sentir se, per qualche moneta, mi fa da guida. Quanto ti devo per le informazioni e per l'idromele?... Ecco qui le monete … e spero ci rivedremo per far qualche chiacchiera...
OSTE: Mi è parso che il prode mercenario abbia consumato 3 boccali d' idromele pagandone 6, per far colpo sulla piacente ostessa. Non posso dargli torto, ma non s'è accorto che gli... imponevi gli ausili dell'aiuto birocciaio?...
NINA: Ho fatto quello che ci è stato consigliato dal birocciaio Nonno che, evidentemente, si attendeva una ‘mossa’ del genere.. Anche se non ho compreso cosa ci guadagnerà... Noi ne avremo una botticella d'idromele in regalo. E non è poco
OSTE: Problemi suoi, non nostri ed ora facciamo un giro tra i tavoli per veder di servire gli uomini del Feudatario e il Tardo ed il suo datore di lavoro... Dobbiamo pur pensare ai nostri affari, no?
< Casa nel Bosco verso la località PALO ALTO >)
FRANCIACCIA: Come previsto: se il cignale vien sviscerato male la carne prende il sapor di sterco selvatico! E tu, Pasquale, per colpa d'un'imprecazione dovuta ad una scheggia di legno entratati nel pollice ti sei trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato!
PASQUALE: Stavo rifinendo un angioletto in olivo, con belle venature nere, quando la scheggia m'entrò nella carne ed io imprecai! Chiamai il prete, nella cui chiesa lavoravo, ed andammo al confessionale. Udii dei passi pesanti e un acciottolar d'argento. Un grosso milite stava rubando gli ex-voto...
FRANCIACCIA: E il malnato, visto uscire il prete urlante dal confessionale, lo zittì con un colpo di daga. Poi sentendo giunger gente saltò a cavallo, ma ebbe il modo di vederti e saper che tu avevi visto lui... Tu pensando ad una possibile vendetta ti trasferisti quassù...
PASQUALE: Già, e grande fu, ed è, il mio timore quando lo vidi, rappresentando il nuovo Feudatario, istallarsi a Poggio Forato. Riparai con la mia famiglia alla Santona in una misera casa. Ma la Nina, ostessa della Volpe cui ho intagliato dei vassoi, mi avvertì che un sicario mi stesse cercando...
FRANCIACCIA: Eh, la Nina è vispa! Non per niente compra da me l'idromele del frate e le galline che allevo nel mi' orto... Sapendo che usiamo dei rami di sambuco, senza midollo, per farli uggiolare nel bosco e tener lontani di doganieri ha pensato che la tu' opera mi servisse.
In questo momento ci è più utile la tu' opra da scultore che di falegname... Or vai a finire quello per cui ti paghiamo e lascia a me e al birocciaio Nonno l'affare del sicario che ti sta cercando per valli e crinali! E sta' tranquillo...
PASQUALE: E 'un ho mica tanta scelta... Ma se volete più 'presenze' nel bosco dovete impedire che i mi' figli diventino orfani! Buon lavoro a voi e... tenetemi informato se devo fuggir ancora...
NONNO: La Nina, come le avevamo suggerito, ha spinto il tipo, quello Jago, a rivolgersi al Tardo conoscitore della zona e dei tanti sentieri che attraversano il bosco. Ma colui che ha incaricato Jago di trovare ed uccidere il testimone non lascerà perdere la cosa: rischia la forca anche se è un uom importante
FRANCIACCIA: Quindi Pasquale dovrà vivere qui a Palo Alto tra i boschi cercando di farsi dimenticare e correrà sempre il rischio che lo Jago, o uno dei suoi, lo veda e porti a termine il 'lavoro'. Ci vuole dell'altro per star tranquilli... Tu che proponi?
NONNO: Il trucco per gabbar il gabelliere: una bella sacca di vino, di cui non si ha il permesso, sopra un cumulo di ghiaia di cui si ha permesso. Quello requisisce la sacca, beve e, alticcio, non vede i sacchi di farina che son sotto la ghiaia...
FRANCIACCIA: Hm… E nel nostro caso cosa ti servirebbe?
NONNO: Lo Jago s'è vantato d'esser un abilissimo balestriere e noi gli forniremo un bersaglio: il Pasquale. Gli forniremo, anche, un bolzone perfetto fatto dal falegname ed uno scenario intrigante... Dobbiamo stimolarlo a colpirlo al torace come volesse coglierlo al cuore.
FRANCIACCIA: Per me siete pazzi. Tanto varrebbe che lo Jago lo sgozzasse o gli fracassasse la testa!
NONNO: Non ho mica detto che sia facile... Però non abbiam altra soluzione! Indi....
< Osteria Al CIACHER non distante da Fonte Mala >
OSTE: Ascolta, Hermete, e 'un pensar ch'io sia un 'pruriginoso' curioso... Corre voce che alla Santona sia giunta una donna che ha piacer solo se nel su’ talamo... 'passino' omini in gran numero. Mi si vuol prender per il naso che iste son belle balle?
HERMETE: Tu che fai l'oste hai clienti che, al calar della sera, vengono in osteria e bevono un boccale o due di vino. Chi ne beve sino a quattro e qualcheduno che ne beve a iosa e deve esser sollevato di peso e trascinato fin a casa sua. Vien detto 'senza misura' e funziona anche per il mangiare...
OSTE: Indi 'un mi stanno coglionando... La notizia sulla donna pole esser vera...
HERMETE: Diciam che la 'poveretta' faccia ciò che ama far sopra ogni cosa, ma... tra una volta e l'altra intercorre poco, pochissimo tempo. E le torna la 'fame'; son casi imposti da Madre Natura e 'un v'è cilicio o preghiere o penitenza che tenga.. Quand'ha da fare il fa’...
OSTE: Non v'è nemmen una pozione? No, eh... E il marito, se ce l'ha, se ne va' o si adegua?... Già... E se resta finisce per essere appellato come corn... Come ‘cervo’, ovvia... Strani i casi imposti da Madre Natura, nevvero?
HERMETE: Già, già... Mi dai una fiasca di vin leggero che stanotte voglio legger un antico tomo, in greco, che spiega come un raccolto florido possa esser distrutto da uno sciame di cavallette...
CONSIDERAZIONI SULL’EPISODIO
Su richiesta della FRANCIACCIA gli Autori (*), di tasca propria, han richiesto la presenza del dotto HERMETE, qui effigiato, che, avendoci " 10 libroni" nella testa, fornirà dotte spiegazioni nei 'passi' più impervi della narrazione.
Immagine del sapiente HERMETECOMUNICAZIONE CONOSCITIVA
Per i ‘consultatori’ più pignoli gli autori A.B.C ricordano che il sicario JAGO è entrato in scena
nell’episodio < 4 a – FORUNCOLO > ed è ricomparso
nell’episodio < 5 – OSTERIA LA VOLPE >
Gli (*) Autori Bipolari Cenciosi sperano d'aver fatto cosa gradita alle piacenti Lettrici e ai Lettori tutti.
III° - IN UNA NOTTE BUIA E TEMPESTOSA
( Boccalozzo Ter )
III° – IN UNA NOTTE BUIA E TEMPESTOSA
< Scorcio d’una via di borgo La Santona in una notte piovosa. >
< Il narratore Boccalozzo Ter BOCCALOZZO : L’altro ier sera quando l’ostessa, piacente anziché no, mi fece compr… intui… Insomma: mi disse che, data l’ora, che s’era nel pieno della notte, ella fosse intenzionata a chiuder la su’ bottega. Che l’ora fosse tarda lo dimostravano i rintocchi di campana che chiamavano i frati alla funzione del ‘mattutino’ che, forse per ironia, è impostata nel cuore più profondo della notte.
Et indi, c’indicava l’ostessa ch’io, il Birrotto ed il Distillo dovevam farcene una ragione e dovevam uscir dall’osteria.
Appena fummo fuori ci separammo ed io m’avviai, nella penombra fitta verso la mi’ casa.
Spioveva fitto, fitto con brandelli di nebbia scura che, sospinti dalla brezza, scivolavano velando il chiarore delle poche lucerne appese qua e là, lasciavano dietro di loro le case scintillanti di umidità. In alto, tra le nubi rotolavano tuoni lontani preceduti dal saettar soffocato dei lampi.
Mi stavo ricordando che il Distillo, che è uso consultar dei libroni nella libreria del convento, in questa congiuntura è solito riportare l’introduzione di una qualche leggenda popolare : “ In una notte buia e tempestosa…”.
E da lì si dipana un racconto, a dir poco lacrimevole, con giovinette verginee inseguite nel bosco da alcuni satrapi attizzati che le vorrebbero condurre nel gorgo del peccato.
Se si stratta di un giovine non può mancar l’amor puro per una giovine giovinetta intravista mentre si specchia nell’acque chiare di un laghetto di montagna. Nel tentativo di catturar dall’acqua quell’immagine, già amata, egli finisce per cadervi dentro ed annegarvi miseramente…
Mi soffermai sotto il riparo di un balcone a sporto, mi sistemai meglio la mantelletta incerata e, per combattere la notte buia e tempestosa, presi un sorso di vino dalla mia fiasca, che n’ho una sempre in cintura per le occasioni d’emergenza.
Stavo inghiottendo il vino quando sopra di me scoppiò il putiferio. Un fascio di luce uscì, repentino e violento, dalla finestra del balcone munita di vetri impiombati. Un’urleria fuoriuscì dall’abitazione, urla di uom e di donna, passi pesanti e concitati, strascinar di sedie, rovinar di stoviglie ed il sonor sbatter di uno schiaffo su una carne soda. Imprecazioni contro un malnato e la promessa, irata, di condurlo a ‘fine vita’ in maniera cruenta.
La richiesta fatta dall’uomo irato al mariuolo di fermarsi per meglio favorir la prima promessa… Ma mi parve che l’interpellato non aderisse al richiesto.
Il cigolar dei cardini della finestra mentre il dramma si dipanava e lasciava me, immobile, con la sacca non lontana dalla bocca sorpreso com’ero nell’ascoltare…
Qualcosa di bianchiccio mi passò davanti agli occhi e parve accovacciarsi sulla strada: illo era un uom totalmente ignudo! Tenendosi ove l’ombra era più fitta prese a indossar i su’ indumenti mentre un uom, dal balcone, gli inveiva contro affermando non averlo potuto scorgere a modo…
L’urlante disse ad un suo compare, tal Sergio, di scender nella via per addagare lo sconosciuto e sospingerlo all’inferno…
Poi, dopo un’imprecazione che coinvolgeva l’incolpevole Cielo Beato, si ritrasse e mi fu palese che intendesse scapicollarsi, anche lui, giù per le scale, ma prima di farlo, ad alta voce, si rivolse a qualcuno … Anzi a… qualcuna.
Affermò che l’avrebbe conciata a modo e l’indicò con il nome della città narrata nell’Iliade specificando, con quanto fiato avesse in gola, che la città fosse grande, anzi grandissima.
E mi fu chiaro che conoscesse bene il poem d’Omero.
Il fuggiasco, dopo che ebbe indossato li su’ panni, prese la mi’ sacca del vino e se ne rovesciò un po’ in bocca, poi si bagnò le mani e la su’ faccia… E rimase ad ondeggiare sui suoi piedi con un’espressione torpida in viso.
Due ossessi, ansanti e trafelati, ci furon addosso brandendo dei pugnali con l’espressioni stralunate! Uno ci mise il naso sulla faccia, c’annusò le mani e scosse il capo schifato. L’altro ci urlò una domanda: io indicai a mancina mentre l’altro indicava a destra!
L’interrogante imprecò ancora contro l’incolpevole Cielo Beato mentre il fedifr…dedidrago… insomma: l’infame insidiator di donne altrui, con voce impastata borbottò seriosamente: “ Eran due…”
Ed io lo sconfessai che era un solo!
I due imprecando forte si divisero e presero ad inseguir il fedifr… tedifrag… Insomma: il fuggitivo!
Ma s’era in una notte buia e tempestosa…
Notai che l’insidiatore di donna maritata, dopo un mezzo inchino verso il balcone, salutò, con la mano, una donna, mezza ignuda, che s’era affacciata sul balcone con l’espressione preoccupata.
< Donna discinta che... 'prende' aria al balcone Che si aprì in un sorriso quando il mio ‘vicino’ le schioccò un bacio rumoroso che poi le soffiò in aria. Lei si ritirò lasciando l’immagine sfocata di un seno sodo e birichino e badate che a me, dopo il terzo boccalozzo, s’ingroviglia la lingua, non la vista…
I due inseguitori ricomparvero ansfas…ansant…Insomma: respiravano come soglion far i cani dopo aver rincorso, vanamente, una lepre. M’apparvero scornati… Uno, almeno… L’altro non so…
L’insidiator mi prese sotto braccio e, ondeggiando un po’, c’allontanammo stonando, alla grande, il ritornello:
“ Lei c’ha le belle puppe a pera. Si, a pera…, e ‘un è colpa mia se tu si’ …uto!...uto…uto! –
Che in quella piccola via c’è un eco malandrino o birichino…
Orbene anche voi siete or edot… indot… Insomma: siete al corrente di ciò che pole capitar quando la notte sia buia e tempestosa… stosa…
Ecco, anche qui v’è un eco maliz… malan… Insomma: birichino!
Volete, per caso un sorso di vino, invece di ridere? Quanti malfidati ci sono in giro!
MEDITAZIONE DI MESSER HERMETE PRESENTE ALLA NARRAZIONE
Non v’ha da stupir che un abitante di un borgo sperso negli Appennini sappia del poema dell’Omero che l’interessato raramente sa leggere, ma di borgo in borgo vanno menestrelli che oltre le molte ballate e le canzoni popolari recitano parti della trama dell’Iliade.
Pongono, per destar l’interesse degli auditori, l’accento sui fatti amorosi di Elena e Paride e di Briseide e Achille.
Non è escluso che i giovani menestrelli, usualmente piacenti, grazie alle rime e all’atteggiamento ottengano dei… favori da qualche rappresentante del gentil sesso….
Ed è per ciò che, dopo, allontanandosi s’accompagnino con il suono del liuto per intonar quello stornello che fa, più o meno:
” Tu c’hai le puppe a pera.. le puppe a pera, ma il tu’ marito è un po’ … nuto… Si, proprio…uto!...Gia…uto!”.
Gente semplice che si gode allegramente una parentesi nella vita difficile di questi tempi grami di guerre, di guerricciole e di punge… E anche di piccole pugne…
Gli episodi precedenti che vedono il Boccalozzo coinvolto sono:
I°- PERCHE’ SON NOMATO “BOCCALOZZO TER”
II° - CONOSCI IL GUELFO ED IL GHIBELLINO
E li trovate nei pressi
6 - TIEPIDO ZEFIRO GENTILE
6 TIEPIDO ZEFIRO GENTILE
<casupola nel bosco nei pressi di Palo Alto>
TARDO: Andromeda, ci sei? Stai preparando uno dei tuoi intrugli per 'stagnar' la diarrea a qualche signorone che ha mangiato come un maiale e poi se ne lamenta?
ANDROMEDA: Vedo che m'hai portato, come t'avevo chiesto, la resina del larice che mi serve per farne un unguento per le contusioni... Ma sta fermo con le mani!
Che quando mi fai adirare mi trasfiguro in viso! Dovrò somministrarti la pozione del 'cappone'!
TARDO: Il poeta dice: “Lì sotto non osa entrar ghiacciato verno, ma sol Primavera che tiepido Zefiro l’accompagna “. Ed io intendevo verificarlo! Cosa avevi pensato?
ANDROMEDA: Che tu sia, e ne son certa, un irriducibile mariuolo, anche se a molte donne potrai esser simpatico e da queste ottener certi ‘favori’!
ANDROMEDA: Ma non è detto ch'io sia tra queste... E or dimmi come si svolsero i fatti, giorni addietro, a Fonte Mala, ove usasti un mio preparato, se non sbaglio...
TARDO: All'osteria del Cinghiale avevo udito, il giorno precedente, quel tizio, soprannomato Tonto, e che è in combutta con il Gatto e il Viscido, che cercava una mistura per 'affumigar' i topi che ci ha in cantina... Ed io avevo pensato a te..
ANDROMEDA: Richiesta insolita e incomprensibile che i topi si 'curano' con il veleno non con il fumo, ma tu che avevi ‘annusato’ l’aria ti proponesti ai tre ed io ti preparai il composto a base di molto zolfo e poco potassio. Narrami ciò che accadde a Fonte Mala, che le voci più disparate sul corse per il feudo...
TARDO: V’era da esser sospettosi poiché la quantità di polvere richiesta fosse enorme, da affumicarci un mezzo borgo... E in quel momento il Nonno mi disse che v’era una notizia che avrebbe potuto svelar l'arcano...
ANDROMEDA: A Poggio Forato s'era sparsa la voce che il Feudatario Ermete intendesse trasportar, di gran fretta, l'argento cavato dalla miniera con un trasporto eccezionale di 5 o 6 carri scortati da militi armati. E sicuramente il Nonno si era proposto come abile birocciaio
TARDO: Lui aggiunse, sorridendo: " Se trasporti sterco non devi, però, stupirti se le mosche t'assalteranno!” E io non mi stupii affatto quando, la mattina dopo, sorpresi il Gatto, il Viscido e il Tonto nascosti tra gli alberi vicino a Fonte Mala ...
ANDROMEDA: Suppongo che, quando i carri saranno stati vicini, abbiano dato fuoco al composto e, in un attimo, la Fonte è stata avvolta da una fitta caligine maleodorante. E i tre usando delle balestre avranno ‘consigliato’ i militi ad abbandonare il trasporto…
TARDO: Anche i birocciai se la diedero a gambe quando s'udirono dei gemiti acuti che trapassavano la nebbia e li sfioravano. Qualcuno urlò, a gran voce, che erano le Furie Infernali e fu il caos!
TARDO: I rami dritti di sambuco privati del midollo, portati da Franchino, appesi ai rami producono, con il vento, dei sibili inquietanti, cosa che anche tu sai. E lo fecero anche quando li scagliai con la balestra...
ANDROMEDA: E immagino che, nel parapiglia, il Nonno si perse, con il suo carro carico di lingotti d'argento, tra gli alberi… Il Viscido, che è il più sveglio dei tre, sarà salito a cassetta dell’ultimo carro della fila e si sarà dileguato... E, poco dopo, il Nonno sarà ricomparso tra gli altri "tremando" per i sibili sinistri nella nebbia che si andava diradando….
TARDO: E avresti dovuto sentirlo come si lamentava per la sua perdita e per la scomparsa dell'altro carro... Appena gli altri birocciai, con quello che rimaneva della scorta, ripresero il cammino mi raggiunse e seguimmo le orme del Viscido
ANDROMEDA: Immagino saranno andati ad incontrare uno con il 'cervello' che né lui, né gli altri due ne abbiano per 'piazzare' dell'argento rubato. Contavano sul fatto che l’Ermete non si sarebbe certo fatto vivo per reclamarlo che egli è scappato abbandonando il suo feudo quando son comparsi, all’alba, i ladroni per uccidere ed incendiare…
Andromeda indispettita
Andromeda adirata
TARDO: Beata te che c'hai cervello, io non v'ero arrivato... Si, il trio incontrò l'Inquisitore Pollicini che era sulla sua carrozza e vi spostarono una decina di lingotti 'brutti' d'argento... Poi il carro e la carrozza si separarono…
ANDROMEDA: Il carro diretto al castello di Murtp per consegnare l'argento, gradito dono, al Feudatario e la carrozza diretta ad una zecca per far divenire quel metallo delle scintillanti monete meglio usabili...
TARDO: Ho una notizia che modificherà le tue convinzioni... Mentre il Nonno andava alla zecca di Bologna ho visto il Viscido cercar di vendere alcuni lingotti al Contabile del Murtp...
ANDROMEDA: Correndo un bel rischio che il contabile lavora per il feudatario e, comunque, che l'avrà comprato ad un prezzo nettamente inferiore a quello di mercato... Ci vuole 'cervello' anche per fare il malnato! Stai fermo con le mani!
TARDO: Devo riprendere a disseminare quei rami di sambuco in quelle zone del bosco ricche di piante medicinali acciocché i guardaboschi le ignorino?
ANDROMEDA: Naturalmente si, acciocché io possa raccoglierle che v'è gente che ne ha di bisogno. E non aver i gabellieri tra i piedi conforta molto me e la mia misera borsa di denari... Hm, senti: cosa non hai capito della frase "stai fermo con le mani"?
TARDO: Per 'casualità' ho or verificato che il Poeta havvi ragione: "Lì sotto non osa entrar ghiacciato verno, ma sol la Primavera con tiepido Zefiro che l'accompagna"
TARDO: Io, or, men vo’!
ANNOTAZIONI SULL’EPISODIO
LA PEZZA RICAMATA, premiata ditta, ricorda che è in grado di realizzare stendardi in seta o velluto. Anche su disegni o 'cartoni' del committente. Prezzi adeguati all'opera.
Forniamo attualmente il Feudatario di Cisterna Alta acciocché la sua possanza garrisca al vento..
La SICURTA' rinomata ditta per trasporti importanti. A richiesta offriamo scorta armata per ottener il nostro motto: Ovunque con sicurezza
COMUNICAZIONE CONOSCITIVA
I versi declamati all'Andromeda che il Tardo attribuisce ad un non ben indicato 'poeta' si trovano nelle < Stanze per la giostra > ( A.D. 1475) e sono di Agnolo Poliziano !
Anche se il lestofante li ha un po' 'stropicciati' a suo uso e consumo.
Gli Autori ( A.B.C. * ) e lo staff tutto sono piacevolmente interdetti per questo sfoggio di cultura, ma consigliano di 'maneggiare', sempre e comunque... insomma: ' a prescindere ', il soggetto con estrema cautela!:
* A.B.C. sigla, già presentata in precedenza , che s’ha da intender come Autori, Bipolari… Cenciosi
5 - OSTERIA della VOLPE
5 OSTERIA LA VOLPE
< osteria La VOLPE al borgo della Santona >
Immagine del Marchese ( o Marquis ) d'Alemagna OSTE: Vedete, Marquis, vi posso garantire che tra un oste della penisola ed un oste delle vostre terre, oltre le Alpi, non vi sia differenza alcuna... Ancho s'io avessi, or, scoperto che la mia più grande botte di vino è divenuta aceto dovrei continuar a sorridervi...
MARCHESE: Perché non avete una pietra filosofale che vi tramuta l'acqua in vino? No? Io ho da creder che voi, osti, siate capaci di far 'figliare' le botti di vino con l'aggiunta dell'acqua: questo si! Ed è perciò ch'io bevo birra!
OSTE: Ma voi, d’Alemagna, credereste davvero a queste bubbole? S'io facessi il vino con l'acqua credete davvero che gli avventori tornerebbero a berlo? Potrei, al massimo, gabbar i viaggiatori, ma anche in isto caso la voce si risaprebbe e ne avrei danno.
MARCHESE: Hm... Ciò, è vero. Indi tu saresti un ottimista ad oltranza... In isto borgo, ho sentito, dir che ci siano stati messi pesanti dazi e questo rovinerà i tuoi affari. E tu trovi ancora di che sorridere?
OSTE: Certo e ne ho ben donde fintanto che la Signora Nigra o la sua sorella Malattia mi camminano distanti. Ed un bicchier di vino le scaccia vieppiù, anche se per poco. E da dietro il mi' banco sento tutte le lamentele degli avventori...
MARCHESE: Vuoi, tu, farmi creder che non solo porgi orecchio alle beghe altrui, ma trovi di che consolarli? Un prete mancato, allora! E qual'è la prece che indichi al malcapitato di turno?
OSTE: La prece del boccale, rossa o bianca che sia. E da ripeter , almeno, tre volte! Vien qui, ad esempio, il Franchino, ch'è mastro muratore che lavora al castello del feudatario. Si lamenta che il lavoro sia tanto e faticoso e la paga sia stentata. Io che posso farci se non offrirgli una prece?
MARCHESE: Ma così tu ci rimetti il valore di un boccale di vino. 'Un mi pare molto astuto anche se tu ti dimostri comprensivo...
OSTE: E qui errate, Marchese. Se vi son altri avventori, per solidarietà con il muratore, ordineranno un altro boccale di vino... E il Franchino, all'indomani, tornerà all'osteria della Volpe e qui sta il mi' tornaconto. Non credete?
MARCHESE: Astuto, 'un v'è che dire... Ed or comprendo perché ista sia l'osteria della Volpe... O erro ancora?
OSTE: Un pò si ed un pò no. L'osteria è rinomata per il buon pollame e per il buon vino che vi servo e solo in parte per l'arguzia dell' oste... Siete solidale seco me?
MARCHESE: Non lo posso certo affermare che il pollo che m'hai servito non sia buono... E quindi tu sai di tutti gli abitanti come se fossi un prete in confessionale… E chissà quante bubbole arriveranno sugli 'incontri' fatti nei fitti boschi che avvolgono la via Francigena... Nevvero, per l'invero?
OSTE: Non vi facciam, quasi, più caso... Gira la voce che a Fonte Mala, nel fitto del bosco, si sia installato un Belzezù dei minori che peta zolfo e impedisce la vista ai viandanti. Io 'un lo credo, ma alcuni giorni fa vi son scomparsi 2 carri che trasportavano argento..
MARCHESE: Un Belzebù? E se fosse stato opera di un arguto lestofante? Io, quando ci siam fermati, a bordo strada, per 'spander' acqua ho udito distintamente dei sibili sottili, ma inquietanti, venir dal centro del bosco. E m'è parso di veder una strega tra i cespugli...
OSTE: Se aveva i capelli rossi come il fuoco ed era piacente e 'un è una strega. E' una guaritrice che ricerca e raccoglie erbe medicamentose nel bosco...
MARCHESE: No, quella che vidi io mi parve vecchia e con gli occhi 'strani'... Come fosse cieca... Ne sai qualcosa?
OSTE: Vecchia e cieca, avete detto? No non ne avevo mai sentito dire... Ma questo è un bosco grandissimo e credo che niuno ne conosca tutti i segreti. Un raccoglitore di funghi m'ha detto che vi son alberi con fattezze umane che talvolta 'parlano'... Ma sarà, poi, vero?
MARCHESE: Sicuramente no! E il tuo fungaiolo dev'esser uno che succhia spesso dalla sacca del vino... Dalle mie parti si avvistano animali che son più grandi del solito e si fanno battute di caccia per la gloria di averli abbattuti
OSTE: Questo capita anche da noaltri, una volta è un lupo feroce, un'altra un cinghiale grande quanto un bove o un cervo maestoso alto quant'un albero... E il feudatario del luogo indice una grandiosa battuta di caccia per appender un trofeo al muro ...
MARCHESE: Se inviterà i feudatari confinanti, gli Arciabati e i nobili, a te toccherà mescer del buon vino. E ne potrai vender parecchio se ne rimanessero soddisfatti...
OSTE: Sarà un duro lavoro, ma qualcuno lo dovrà pur fare!
Nina, Nina porta, qui, un boccale dell'idromele di Frà Dondolo che lo troverete ottimo anche voi, Marchese!
NINA ostessa procace NINA: Ecco a voi, marchese, che l'idromele del frate 'un ha rivali per componenti e per la puntigliosa preparazione dell'alchimista che ne assaggia parecchio...
MARCHESE: Wunderbar! Unglaublich! Me ne dovete vendere un barilotto! Questo è nettare degli dei! E vostro marito non mi aveva detto che grazie alla vostra avvenenza vendete più vino e più alimenti nell' osteria!
NINA: Grazie, ma siete troppo buono... Ed or vado a servir quei mercenari laggiù che lavorano per il nuovo feudatario... Gente che allunga le mani ed è molto grezza!
OSTE: E, qualche volta alla sera, le su' chiappe son rosse come la polpa di un cocomero... E si che in isto borgo vi sian tre o quattro Monne Allegre d'ottima presenza. E parlando di ‘goderecce’ ultimamente è giunta. nel paese. una sposata che rende il marito più cervo che cornuto!
MARCHESE: Possiam allor dir che qui, come da noi, se una donna vien trascurata ella non esiti a trovarsi un ' trastullo '. O volete insinuar che l'illa, in questione, non trovi... pace se non s'abbia a divertir saltando nel letto?
OSTE: Così dicono color che l'han provata, ma potrebbe esser anche una maldicenza visto che ella è graziosa assai... Ed io non ne faccio il nome, come me ne taccio quando sia presente uno dei delatori stipendiati...
MARCHESE: Oh, i delatori allignano anche da noi e talvolta, per poche monete, mettono in giro notizie false o fasulle che spesso arrecano danno grave. E se tu senti una 'voce' pericolosa che fai? L'ignori o...
OSTE: Non corro certo a far la spia ad un gabelliere o a un milite... Ma se l'informazione può impedire che un ignaro finisca nei guai... Lo metto, con tatto, in sull' avviso... Perché io, in fondo, non mi posso mica far carico del mondo, nevvero?
MARCHESE: L'avevo detto io che tu si' un prete mancato! Ma or io devo riprendere il viaggio... Quanto ti devo, idromele compreso, ben inteso...
< Strada detta ' del Pozzo ' nel Borgo La Santona >
Jago sicario prezzolato molto apprezzato JAGO: E tu che ci fai, qui, Tardo ? Non hai ancora trovato uno che ti cacci del ferro in corpo? Potrei, per qualche moneta, farmi carico dell’incombenza!
TARDO: Jago dall’ultima volta che ci siam incontrati ti vedo migliorato... Peccato che puzzi come una carogna marcia e il tu' alito sa di fogna... Ma io, non vò cercando lo scontro...
JAGO: Sei fortunato ch'io ho un 'lavoro' urgente da fare che in caso contrario mi toglierei la curiosità di saper come fai a difenderti con quel pugnaletto che hai in cintura! Ma or togliti di mezzo!
TARDO: Lavoro? Tu? Se t'han pagato per sgozzare l'uomo che occupava l' unica casa abitabile di ista via, detta del Pozzo, giungi, come tuo solito, dopo la puzza! Oramai sarà già lontano...
JAGO: Maiala impestata e fatta pregna da una torma di ottomani con la peste! E tu sai dov'è andato? Ha famiglia il porco fellone? Potrei io raggiungerlo?
TARDO: La maiala è una tu’ stretta parente che par tu la conosca bene?... No, non so dove sia andato... Si, consorte e tre infanti... No, il cavallo che tira il su' carretto è gagliardo ed ha mezzo pomeriggio di vantaggio
JAGO: Non potrà regger il galoppo del mio cavallo e li cercherò per la via Francigena. Prima a nord e poi a sud ed entro due giorni avrò fatto il lavor mio! Poi, con te, faremo i conti!
TARDO: T'attendo con ansia come tu fossi una piacente verginella vogliosa cui intendo offrir delle noci nuove e succose...
MEDITAZIONI DEL TARDO: Avrei dovuto dirgli di non bere troppo e poi svelar i propri intenti ad una procace ostessa mentre la palpeggiava?
Avrei dovuto dirgli che colui che intende sgozzare viaggia sul carro del Nonno? E il birocciaio non sta percorrendo la via principale e nemmen una secondaria?....
Avrei dovuto dirgli che le 'noci' me le ha fatte l'artigiano Cotto?...
Ma, andava talmente di fretta che non ho potuto dirgli null'altro... E non fu scortesia...
Perché non glielo dite voi quando tornerà fradicio come una pantegana uscita da una fogna che già rombano i tuoni...Io, per l'intanto, m'andrò a rifugiare in un caldo talamo che c’ho uno strambotto che potrebbe far lacrimare anche un’aspirante suora
ANNOTAZIONI SULL’EPISODIO
L’idromele in questione è prodotto dall’alchimista FRA’ DONDOLO dell’Ospitale di Vetta il cui motto è: < Dopo la preparazione del distillato non restano che gli assaggi ripetuti e coscienziosi >
Il buon frate vien chiamato ‘Dondolo’ per la sua andatura ‘a papera’ che, son i maligni che lo dicono, sia dovuta alla grande quantità di distillato che ci ha nello stomaco.
Gli Autori non esprimono giudizi in merito, ma si limitano a riportare un’annotazione del Boccalozzo Ter, che già dovreste conoscere per i suoi detti : <Frà Dondolo? Ma se beve come un uccellino..>